Saor, il giallo del trapper trovato morto a Roma: la Procura apre un’inchiesta per omicidio

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di Enrico Lupino

«Vita da bomber, North Face e bomberino». Così cantava con gli Die Young Click, il collettivo hip hop con base a Centocelle, Christian Ballena, in arte Saor. Il trapper 29enne di origine peruviana è stato trovato ieri mattina a terra, esanime. L’allarme è venuto da una residente del quartiere di Torpignattara, in via Anassimandro, che lo ha visto riverso sull’asfalto. Ora la procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio: un atto dovuto dei magistrati capitolini per commissionare l’autopsia e scoprire da cosa sia stata causata la morte di uno degli esponenti di punta dell’underground musicale della Città Eterna. Tutte le ipotesi sono percorribili essendo passate poche ore dalla scoperta. All’esame esterno del corpo non sembrerebbero esserci segni di colluttazione o scontro con terzi. Questa prima risultanza porterebbe a pensare che si sia trattato quindi di un malore. 

Trovato morto Saor, il trapper di Centocelle: disposta l'autopsia
 
La salma del giovane musicista è stata trasportata all’istituto di medicina legale al Verano dove, in seguito all’assegnazione dell’incarico da parte del pm Mariarosaria Guglielmi, sarà eseguito l’esame. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia Casilina. Questi avrebbero ritrovato nelle tasche del 29enne tutti gli effetti personali, portafogli compreso: un altro elemento che porterebbe a pensare a un problema di salute più che a una rapina o a uno scontro fisico terminato in tragedia. Oltre all’appartenenza alla crew romana Die Young Click, Saor due anni fa aveva pubblicato un disco: «Don’t try this at Rome» con l’intento di creare una scena alternativa all’interno del fenomeno trap già molto diffuso nella Capitale.

La morte del giovane Christian Ballena non è l’unica ad aver sconvolto il mondo dei giovani rapper. Il 10 maggio scorso un altro musicista della scena laziale, il 19enne Daniele Arduini in arte “Blind Laugh”, era precipitato a Frosinone da un parcheggio multipiano mentre praticava parkour. Il 12 novembre del 2016 invece Cranio Randagio, alias artistico del 22enne romano Vittorio Andrei, perdeva la vita dopo un festino a causa di un cocktail di droghe e alcol.
Martedì 21 Maggio 2019, 10:33 - Ultimo aggiornamento: 21-05-2019 11:44
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