Sci, impianti aperti per protesta in Val d'Ossola. Piemonte valuta azioni legali. Coldiretti: addio a stagione costa 10 miliardi a indotto

Lunedì 15 Febbraio 2021
Sci, impianti aperti per protesta in Val d'Ossola. Piemonte valuta azioni legali. Coldiretti: addio a stagione costa 10 miliardi a indotto

Dopo i ristoratori liguri tocca agli operatori dello sci: il governo chiude? E loro aprono lo stesso. Accade a Piana di Vigezzo, 1.720 metri nel Comune di Craveggia (provincia di Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte), nell'omonima valle Vigezzo, in Alta Ossola. Qua, nonostante lo stop in zona Cesarini arrivato dal governo, gli impianti funzionano regolarmente. La Regione Piemonte annuncia lo stanziamento di 5,3 milioni di indennizzi per il settore e valuta azioni legali.

Di fronte alla decisione del ministro Speranza, i gestori della stazione sciistica hanno scelto la disobbedienza:  «Ancora venerdì la Regione ci aveva assicurato l'apertura e noi abbiamo predisposto tutto, in sicurezza, per riaprire. E così lo abbiamo fatto», dice Luca Mantovani, uno dei titolari della società che gestisce gli impianti nella valle piemontese a ridosso del Canton Ticino.

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Le proteste

E se per il momento non si hanno notizie di altre località sciistiche che hanno deciso di ignorare il divieto, di certo tutte sono unite in una dura critica al governo, per aver comunicato lo stop a poche ore dalla prevista apertura. Piste preparate, skipass prenotati e ora da rimborsare, ristoratori che avevano fatto scorte, albergatori pronti ad accogliere gli ospiti, famiglie con le ferie già prese e le valige pronte per la partenza: il dietrofront del ministro Speranza ha messo tutti in crisi. L'esecutivo ha annunciato ristori immediati.

Ira dei governatori

Dal Veneto al Piemonte, ira dei governatori. Luca Zaia chiede indennizzi agli operatori del settore per il ritardo con cui è arrivata la decisione del governo. «Manca rispetto per la mancanza», attacca il presidente della Regione Valle d' Aosta, Erik Lavevaz. E di «metodo inaccettabile», parla anche il governatore dell'Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

Il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, si dice «allibito» dalla decisione del governo. «La Regione Piemonte ha previsto di stanziare immediatamente 5,3 milioni di euro come ristori per gli impianti sciistici penalizzati da una politica di chiusura intempestiva e annunciata con nessun anticipo», dice Cirio, che ha riunito la giunta in seduta straordinaria. La Regione, che scriverà al Governo per sollecitare l'attivazione di ristori e un ulteriore indennizzo per le false partenze, valuta con l'avvocatura di costituirsi parte civile, al fianco dei gestori degli impianti, per chiedere indennizzi proporzionati alla quantificazione dei danni.

Alla giunta straordinaria del Piemonte hanno partecipato, in videoconferenza, anche Giampiero Orleoni e Nicola Bosticco, presidente e vicepresidente di Arpiet, l'associazione che rappresenta i gestori degli impianti di risalita piemontesi. La Giunta delibererà venerdì le nuove risorse annunciate, «che sappiamo non essere sufficienti, ma che sono un modo immediato per dare ossigeno a un settore che per il Piemonte è strategico», sottolinea Cirio, con l'assessore allo Sport, Fabrizio Ricca. «Ci aspettiamo che Roma si attivi subito per fare la sua parte - sottolinea il governatore - Draghi dimostri che la musica è cambiata e che il nuovo governo conosce e capisce i problemi della vita reale, come primo atto avvii immediatamente i ristori per lo sci».

In giornata, dunque, la Regione scriverà al Governo per risollecitare l'attivazione immediata dei ristori che gli operatori attendono da mesi. Nel frattempo, il governatore Cirio si è confrontato con il ministro agli Affari regionali, Mariastella Gelmini, per chiedere una immediata convocazione delle Regioni che hanno nel sistema invernale uno dei comparti economici strategici per il proprio territorio. Sempre in giornata, il presidente Cirio trasmetterà anche al presidente del Consiglio Draghi una memoria con le istanze urgenti che la Regione chiede al governo per sostenere il sistema della neve.

Coldiretti: addio stagione costa 10 miliardi all'indotto

La chiusura degli impianti anche nell'ultima parte della stagione è destinata ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma sull'intera economia che ruota intorno al turismo invernale che ha un valore stimato prima dell'emergenza Covid tra i 10 e i 12 miliardi di euro all'anno tra diretto, indotto e filiera, afferma la Coldiretti.

Ultimo aggiornamento: 19:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA