Sindaco pestato dai nomadi: «Mi tenevano in due ed erano pronti a sparare»

Gianni Precoma, il sindaco di Caerano San Marco aggredito dai nomadi
di Federico Fioretti

«Ho vissuto momenti di puro terrore: due nomadi mi tenevano mentre un altro mi colpiva ripetutamente, a un certo punto ho avuto paura di morire visto che l'aggressore si è diretto verso il proprio camper per prendere un fucile. Sono riuscito a scappare in tempo altrimenti non so cosa sarebbe potuto succedermi». Gianni Precoma, sindaco di Caerano, è ancora sotto choc dopo che sabato sera aveva invitato un gruppo di Rom, accampati in via dell'Artigianato a Caerano San Marco, in provincia di Treviso, a sgomberare l'area, ridotta a una discarica a cielo aperto con rifiuti sparsi ovunque.

Lo stesso gruppo era già stato allontanato dal primo cittadino venerdì pomeriggio dalla vicina via Lepanto ma, in quell'occasione, era sloggiato senza opporre resistenza. In realtà i nomadi, con il loro camper e una Fiat Punto bianca, si erano spostati di pochi metri, in via dell'Artigianato, dove sabato il sindaco Precoma ha rischiato seriamente la vita per far rispettare l'ordine e il decoro urbano. 
 
«ERO BLOCCATO»
«Sono stati momenti di panico totale - racconta il primo cittadino - visto che, nonostante io abbia cercato di difendermi, quello che mi ha picchiato ci è andato giù pesante e mi ha riempito di botte mentre gli altri due mi tenevano stretto». Trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Montebelluna per le cure mediche del caso, Precoma è stato sottoposto a radiografie che hanno evidenziato due costole rotte. Oltre a questo gli sono stati applicati punti di sutura al naso, tumefatto come l'occhio destro, ancora gonfio e arrossato a distanza di ore. Infine ha riportato escoriazioni in tutta la parte alta del busto, segnatamente mani, braccia e gomito destro per una prognosi di 30 giorni.

«Mi sono rivolto a loro in maniera civile - continua Precoma - ma uno dei rom, che era sdraiato sul marciapiede, è stato allertato dai suoi fratelli e lui ha reagito scagliando verso di me una moka che ha mandato in frantumi il finestrino posteriore sinistro dell'auto. Ho così chiamato i carabinieri ma i nomadi si sono diretti verso di me e hanno cominciato a picchiarmi. Ho perso molto sangue, ma nonostante questo l'aggressore, piuttosto corpulento, ha anche minacciato di uccidermi con un fucile ed è rientrato nel camper. Per fortuna sono riuscito a divincolarmi e a salire in macchina prima che tornasse, non so se avesse davvero un fucile, comunque sono scappato di corsa mentre gli altri mi tiravano addosso delle lattine». Precoma ha poi depositato l'auto nel garage di un amico ed è stato raggiunto dai carabinieri e dall'ambulanza. 

LA CACCIA
Adesso è caccia ai nomadi, visto che ieri, in via dell'Artigianato, di loro non c'era più traccia. Sul posto hanno però lasciato di tutto: una tenda, una coperta, una griglia per cuocere la carne, alcuni indumenti e persino un deumidificatore. Sulla strada erano invece ancora presenti i vetri rotti dell'auto di Precoma, che oggi sporgerà denuncia. Ieri il primo cittadino è tornato sul luogo dell'accaduto per recuperare gli occhiali, rotti durante il pestaggio, e l'automobile lasciata dall'amico. «Ho ricevuto molte telefonate di solidarietà - tiene a puntualizzare il sindaco - e ringrazio coloro che hanno avuto un pensiero per me. Sono stato chiamato anche dal vicequestore e dal prefetto, i quali mi hanno assicurato che sarà fatta chiarezza su quanto accaduto».

In attesa che venga formalizzata la denuncia, i carabinieri hanno già proceduto all'identificazione del gruppetto. D'altra parte si tratta di nomadi che da anni girano dalle parti di Caerano. Gente vicina ai rom afferma che si sarebbero sentiti aggredire verbalmente e questo avrebbe provocato la loro violenta reazione. «Sia venerdì che sabato - precisa invece il sindaco - mi sono avvicinato a loro in maniera pacata e ho semplicemente chiesto di spostarsi, anche perché lasciano di continuo in giro immondizie. Non ho mai usato toni arroganti». Precoma sarebbe dovuto partire oggi per le ferie ma ha dovuto disdire la prenotazione negli hotel della Foresta Nera, in Baviera, che aveva intenzione di visitare. «Il nostro vigile è in ferie - conclude - e io ho agito in prima persona non perché volessi essere riconosciuto come un eroe ma soltanto per tutelare la comunità che sono chiamato a difendere».
Lunedì 12 Agosto 2019, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 10:53
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1 di 1 commenti presenti
2019-08-13 09:01:20
Assurdo che c'è chi ancora dice che questo è l frutto dell'odio portato dalla lega, che personalmente aborro come partito e personaggi, dimenticandosi che i suddetti rom si sono sempre comportati così, fin dall'alba dei tempi, se ne sono sempre fregati delle leggi, del rispetto e dell'educazione, della pulizia e dell'igiene! Davvero oggi non si capisce come e cosa si dovrebbe fare per 1) far rispettare la legge senza essere tacciati di odio 2) cercare di mantenere un decoro senza essere accusati di razzismo o cose varie Non so, voi buonisti cosa fareste? cerchereste il dialogo con chi se ne sbatte di ciò che avete da dire?

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