Frosinone, spesi quattro milioni per l'aeroporto mai nato e ora la liquidazione della società durerà più dell'attività stessa

Giovedì 14 Gennaio 2021 di Pierfederico Pernarella

Alla fine rischia di durare più la messa in liquidazione che il tempo di attività stessa. Chiuso il capitolo giudiziario con l’assoluzione dei suoi due ex presidenti, Giacomo D’Amico e Gabriele Picano, per l’Adf spa, la società costituita nel 2003 per la costruzione dell’aeroporto a Frosinone, resta ancora aperto quello amministrativo. La società è ancora in stato di liquidazione, procedura avviata nel gennaio del 2014 dalla provincia di Frosinone guidata all’epoca dal commissario Giuseppe Patrizi

Sette anni non sono bastati per metterci una pietra sopra e se tutto va bene ce ne vorranno almeno altri tre o quattro, ma facciamo anche cinque, per scrivere la parola fine ad una storia che si trascina da quasi un ventennio. E se nessun aereo è mai decollato dall’aeroporto mai realizzato, nonostante i 4 milioni di euro spesi per portare avanti il progetto e al netto dei se e dei ma che resuscitano di tanto in tanto, l’unico fatto certo è che continuano a volare le corte bollate. Questa la ragione per cui ad oggi la società Adf spa non può essere ancora chiusa. E carte bollate vuol dire giustizia e giustizia, in Italia, vuol dire tempi infiniti. 

La società Adf spa, guidata dal commercialista Beniamino Di Fazio in qualità di liquidatore, sopravvive a se stessa non sono ancora state chiuse due cause. Una contro l’Agenzia delle Entrate per il rimborso dell’Iva, l’altra con l’ex direttore della spa, Alessandro Minotti.

«Entrambi i procedimenti ora pendono in Cassazione – spiega il dottor Di Fazio – le udienze sono state fissate a tre anni. Quindi presumibilmente ne verremmo fuori tra il 2024 e il 2025». 

In entrambi i casi la Adf spa ha ottenuto pronunce favorevoli in primo grado favorevole e sfavorevoli o parzialmente sfavorevoli (nel caso della causa contro Minotti), in secondo grado. Quindi il liquidatore ha ritenuto opportuno andare avanti con le cause.

«Mi rendo conto che qualcuno potrebbe obiettare sulle spese per gli avvocati - dichiara Di Fazio - ma a nostro avviso se non portassimo avanti le cause il danno per la società rischia di essere maggiore. Tali azioni ovviamente sono state condivise con tutti i soci. Per il resto i tempi infiniti della giustizia sono un fatto purtroppo noto». 

Nella causa contro l’Agenzia delle Entrate c’è in ballo la questione del rimborso Iva, per 231mila euro, che l’Erario non vuole riconoscere all’Adf spa. Somma che può decidere, in peggio o meglio, sulle sorti contabili della società. 

Stessa somma, più o meno, è quella al centro della causa legale con l’ex direttore Minotti che reclama una serie di spettanze non pagate. In questo caso sono stati accantonati nel fondo rischi 285mila euro. Ragion per cui nell’ultimo bilancio disponibile, quello del 2019, la società ha chiuso con una perdita di circa 311mila euro. 

La società aveva altre due cause, con ex dipendenti, ma in questo caso sono state chiuse con esito favorevole. Per il resto, al netto dei costi legali delle cause, le spese di gestione della società consistono nel compenso annuo del collegio sindacale, circa 6.300 euro, composto da Carmela Ciotola, Monica Fortini e Andrea Garibaldi. Al liquidatore, il commercialista Di Fazio, è stato riconosciuto un compenso unico, circa 25mila euro, al momento dell’assegnazione dell’incarico da parte della Provincia. 

Oltre ai crediti vantati oggetto di causa, il patrimonio della Adf spa consiste un terreno, dal valore stimato di circa 111mila euro, di una somma di soldi in contanti. Patrimonio che, se tutto va bene, tornerà nella disponibilità dei soci quando la società sarà chiusa. Ma sarà comunque un magro contentino rispetto ai circa 4 milioni spesi per portare aventi un progetto, quello dell’aeroporto, mai decollato e con dieci anni di strascichi legali per scrivere la parola fine.

 

Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio, 07:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA