Sposa bambina stuprata per 8 anni dal marito aguzzino: era stata data «in dono» a 15 anni

Vicenza. Sposa bambina a 15 anni: per 8 anni stupri e violenze dal marito aguzzino
ARTICOLI CORRELATI
1
  • 30
Una vicenda tremenda con protagonista una sposa bambina, costretta a un matrimonio combinato a distanza e poi anni di stupri e violenze da quando aveva 15 anni. I fatti si sono consumati nel Vicentino dal 2005 e si sono conclusi nel 2013 - come spiega il Giornale di Vicenza - quando la ragazzina è riuscita a scappare e a denunciare il suo sposo-aguzzino. Ieri il tribunale collegiale ha condannato l'uomo a 8 anni e mezzo di reclusione e a un risarcimento di 60mila euro nei confronti dell'ex sposa.

Le famiglie si sono accordate, la ragazzina di 15 anni, proveniente dal Bangladesh, è stata data in "dono" al marito, all'epoca dei fatti 25enne. Il matrimonio a distanza è stato celebrato con rito islamico, una procedura che non ha valore in Italia ma che nella cultura dei protagonisti invece sancisce un legame pressoché inscindibile. Da quel momento per la ragazzina si sono aperte le porte dell'inferno: stupri, sottomissione fisica e psicologica e ogni genere di angheria da parte dello sposo. Fino alla fuga. Oggi la ragazza, che dall'uomo ha avuto un figlio, ha lasciato il Vicentino e si è riconciliata con la famiglia.
Giovedì 12 Settembre 2019, 09:34 - Ultimo aggiornamento: 12-09-2019 13:12
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2019-09-13 16:00:08
Va be', otto anni di condanna a quello che definite "aguzzino", e ai genitori quanti anni? Ripeto AI GENITORI QUANTI ANNI? Se leggo bene, parlate di un "dono", quasi che la figlia fosse considerata un pacco, una proprietà: si vendono gli schiavi, e la riduzione in schiavitù, dalle nostra parti, si vocifera che sia un reato grave. Senza contare le responsabilità di chi permette a persone con "tradizioni" di questo genere di mettere piede in Italia. Le femministe, in altre occasioni tanto loquaci ed agguerrite, non hanno nulla da eccepire? A meno di essere vittime di overdosi di ipocrisia, siamo di fronte a una CATENA di responsabilità gravissime che non si esaurisce in quelle di chi ci ha messo l'anello finale. Ma i magistrati incaricati di occuparsi del caso, evidentemente, hanno un punto di vista "diverso". Se quel punto di vista deriva VERAMENTE dalle leggi... be'...

QUICKMAP