Strage di braccianti, vertice a Foggia
Salvini: «Così la mafia fa i soldi»

Martedì 7 Agosto 2018 di Mario Ajello

Il premier Conte, il ministro Salvini. Entrambi a Foggia. Oggi. L'emergenza del caporalato, lo schiavismo che sta alla base del tremendo incidente di ieri, in cui sono morti 12 braccianti neri, e altri 4 sono rimasti uccisi appena qualche giorno fa, ha convinto sia Conte sia Salvini come titolare dell'Interno a spingersi nella città pugliese colpita da questa sciagura. Che è figlia di un «fenomeno scandaloso e sottovalutato, che è quello dello sfruttamento degli esseri umani», così dice Salvini recandosi a Foggia. Che è la città di cui è originario - in realtà è nato a poca distanza, a Volturara Appula - il capo del governo.

Salvini riunisce in Prefettura il comitato per la sicurezza. E alla vigilia parla così:  «Il caporalato nonostante le chiacchiere degli ultimi anni non è stato sconfitto, è più vivo che mai. La mafia ci fa gran soldi». E ancora: «Ho una  serie di proposte da presentare, per aggredire questo fenomeno intollerabile in un paese come l'Italia».

Con un'immigrazione regolare e controllata forse si sarebbe potuta evitare questa ennesima strage di lavoratori neri, struttati e derelitti,  dei campi di pomodori che hanno trovato la morte stipati nel pulmino guidato dai loro padroni e travolto dal tir nel foggiano. Ma gli immigrati irregolari fanno comodo - è la convinzione di Salvini - a sfruttatori, schiavisti, caporali e buonisti che nel nome dell'ideologia buonista dell'accoglienza producono insicurezza per tutti. 

E proprio nel giorno della sua visita a Foggia il ministro commenta anche l'operazione dei carabinieri che, a Gallipoli, ha portato all'arresto per spaccio di sette immigrati richiedenti asilo, gambiani e senegalesi.
 


 

Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 09:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA