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Stupro Capodanno a Roma, i messaggi delle amiche della vittima: «Amo', l'hanno violentata tre volte: erano in 15»

Martedì 19 Luglio 2022
Stupro Capodanno a Roma, le amiche in chat: «Amo', l'hanno stuprata tre volte, erano in 15»

Di mesi ne sono passati sette, eppure l'eco delle violenze della notte di Capodanno a Roma sono rumorose ancora oggi. Vittima di uno stupro di gruppo una sedicenne che aveva partecipato a un party a base di alcol e droga in una villetta di Primavalle. Una notte da incubo. Gli inquirenti continuano a indagare e a finire nel mirino dell'inchiesta sono delle chat tra le amiche della ragazza. «Amo’, l’hanno stuprata tre volte, ecco perché vi si è accollata. Aveva paura».

La migliore amica della ragazza violentata scrive ad un'amica l'1 gennaio. Quest'ultima si lamenta: «Io e il mio fidanzato Simone siamo stati tutta la serata con lei. Dalle sette alle sette del mattino. Senza mai staccarsi un attimo. E a na certa me dava anche ar c…». La ragazza, proprio insieme al fidanzato, è indagata per cessione di stupefacenti alla festa. «Amo’, l’hanno stuprata tre volte – continua l'amica della vittima -. La terza quando ve ne siete andati, l’hanno iniziata a insultare, a prenderla, a fare cose. Per questo vi stava appiccicata. Fidati, stava veramente male. Aveva paura. Per questo stava appiccicata a te. È arrivata qua piangendo». Secondo la procura il responsabile è Patrizio Ranieri, per il quale è stato disposto il giudizio immediato, insieme a due minorenni. La violenza si sarebbe consumata nel bagno della casa. Poi Sara, secondo la procura, sarebbe stata di nuovo stuprata da Claudio Nardinocchi e Flavio Ralli con la partecipazione della ragazza di quest’ultimo.

Il racconto in chat - riportato dal Corriere della Sera - è terribile: «L’hanno stuprata in 15, hanno appeso mutande, hanno fatto il panico. Uno la stava stuprando e l’ha menata. Sara sta male, non riesce nemmeno a camminare». 

Roma, stupro di Capodanno: si indaga su un altro incontro dopo l'abuso (ma per i giudici non scagiona l'indagato)

Il racconto di quella notte 

Figli di vip, il nipote di un politico, ragazzi di buona famiglia che comprano droga ai Parioli e organizzano festini a base di stupefacenti, alcol, psicofarmaci in una villetta a Primavalle, nei giorni del lockdown. Un party illegale culminato con uno stupro di gruppo in danno di una sedicenne. È stata la vittima a raccontare ai Carabinieri i dettagli confusi che riesce a ricordare.

La giovane ha ammesso di avere bevuto e fumato, ma non ricorda di avere assunto sostanze compatibili con le sensazioni provate: «Mi ricordo che andavo da una stanza all’altra, mi sentivo fluttuare non ero più cosciente». E ha detto anche di essere stata contattata da uno degli indagati nei giorni successivi. Ranieri, che subito dopo la presunta violenza sarebbe uscito dalla stanza dove si trovava la sedicenne mostrando a tutti la sua maglietta sporca di sangue, avrebbe incontrato la ragazzina. «Durante questo incontro, durato tra i dieci e i quindici minuti, l’aveva inizialmente accusata di aver messo nei guai i partecipanti alla festa - annota il gip nell’ordinanza di arresto - le aveva detto di aver intrattenuto con lei un rapporto sessuale consenziente, aggiungendo, infine, di volerla proteggere».

L’indagato le aveva anche inviato dei messaggi chiedendole come stesse. E lei, a disagio, aveva risposto in modo evasivo: «Non è che sono la persona più felice del mondo quando mi scrive - ha detto ai carabinieri - perché mi viene quella sensazione che dicevo - di disagio, ndr - mi viene solo con qualcuno, anche solo a vedere delle foto, non è una sensazione che controllo, è il mio cervello che ricollega a quella notte». La sedicenne ha anche aggiunto che Ranieri le avrebbe detto di averla vista rifiutare gli approcci di uno degli altri indagati per stupro - un diciassettenne nei cui confronti procede la Procura dei minori -, «ma non è intervenuto», ha sottolineato.

Ultimo aggiornamento: 20:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA