Suarez e Unistranieri, esame farsa: indagati incastrati per 350 euro

Lunedì 28 Settembre 2020 di Michele Milletti e Egle Priolo
Suarez

Incastrati per appena 350 euro. Tanto sono costate la preparazione e la certificazione del livello B1 per Luis Suarez, protagonista dell'esame «farsa» all'Università per stranieri. Ma parecchio di più sta costando la vicenda ai cinque indagati, accusati dalla procura di rivelazione di segreti d'ufficio e falso ideologico, più un'ipotesi di corruzione a carico della rettrice Giuliana Grego Bolli, il direttore generale Simone Olivieri e l'esaminatore Lorenzo Rocca. Per quest'ultimo capo di imputazione, emerso dagli avvisi di garanzia ma non esplicitato in condotte precise («È solo un'ipotesi investigativa», ha sottolineato Cristiano Manni, legale di Rocca), al momento l'unica spiegazione delle utilità che avrebbero portato alla pianificazione di un esame passato addirittura in anticipo – secondo quanto filtra dalle indagini – è proprio il prezzo pagato all'ateneo. Un costo, facilmente reperibile sul sito della Stranieri, diviso tra i circa 300 euro del corso di preparazione – che Suarez ha fatto con la professoressa Stefania Spina, la direttrice del Centro di valutazione e certificazione linguistica finita tra gli indagati – e i 50 per la certificazione e quindi la possibilità di sostenere l'esame utile per ottenere la cittadinanza. Una cifra irrisoria, anche volendola moltiplicare per gli eventuali giocatori stranieri della Primavera della Juventus, soggetti della promessa che – in base alle intercettazioni – sarebbe stata fatta all'università. Fermo restando che, come ribadito in più occasioni dal procuratore capo Raffaele Cantone, al momento non sono emerse responsabilità penali del club bianconero, se venissero confermate le accuse mosse dalla procura questo potrebbe essere il primo caso di corruzione per marketing territoriale, per pubblicità. Sempre che le «altre utilità» richieste dal codice penale per la configurazione del reato non si traducano in altro, per esempio futuri premi di produttività. Ma qui si è alla fantagiudiziaria, mentre è fondamentale restare alle certezze. Come il fatto che oggi, dopo lo stop agli atti istruttori annunciato dal procuratore capo, in via Fiorenzo Di Lorenzo è previsto un vertice investigativo per programmare e proseguire a pieno ritmo l'indagine sull'affaire Suarez-Stranieri.

Fuori Perugia per il fine settimana, Cantone si è però mantenuto in stretto contatto con i sostituti titolari del fascicolo Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti ai quali ha nuovamente espresso la massima fiducia, con i prossimi accertamenti che - come annunciato all'Ansa - dovranno svolgersi in modo tale da «garantire le doverosa riservatezza» per fare piena luce su quanto successo lo scorso 17 settembre. Intanto, mentre Suarez ieri ha inaugurato la nuova maglia dell'Atletico Madrid con ben due gol nei venti minuti in cui ha sostituito Diego Costa contro il Granada, è arrivato l'atteso commento di Fabio Paratici, ds della Juventus tirato in ballo nell'inchiesta, come il vice Federico Cherubini. «Non c'è stata nessuna leggerezza. - ha detto ai microfoni di Sky Sport -. Noi abbiamo verificato la possibilità di portare a Torino un giocatore come Suarez ma abbiamo sempre agito in totale trasparenza e nel pieno rispetto delle regole. Siamo serenissimi». «Non conosco bene queste situazioni – ha aggiunto rispondendo a una domanda su chi potrebbe aver avuto interesse nella vicenda - ma con c'è da parte nostra nessuna idea su chi possa averne tratto vantaggi». Gli inquirenti devono poi decidere se acquisire la deposizione dello stesso Suarez, magari in videoconferenza. Mentre altri elementi importanti per l'inchiesta sono attesi dall'analisi del contenuto di telefoni cellulari, pc e altri supporti informatici acquisiti dalla guardia di finanza durante le perquisizioni. La partita è appena iniziata.

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