Sulmona, Savino il bidello accoltellato dallo studente: «Non lo avevo rimproverato, di sicuro lo perdonerò»

Martedì 18 Gennaio 2022 di Patrizio Iavarone
Sulmona, Savino il bidello accoltellato dallo studente: «Non lo avevo rimproverato, di sicuro lo perdonerò»

Un giovane mite e mai aggressivo, che a trentadue anni con una laurea in Scienze Politiche in tasca è tornato a Sulmona, nella sua città di origine, per costruire il suo futuro. Non capisce, Savino Monterisi, giornalista e bidello, cosa sia successo ieri in quella scuola dove da un mese e mezzo è impiegato in una sostituzione a tempo come collaboratore scolastico.

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«Non riesco davvero a spiegarmi cosa sia scattato nella testa di quel ragazzino. Non lo conosco e mai ho avuto a che fare con lui, anche perché io lavoro nel settore delle scuole primarie, quindi anche inavvertitamente non ho potuto fargli nulla, perché non ho mai avuto contatti con lui».
Ma forse lo ha sgridato, irritato in qualche modo?
«Sono una persona molto pacata di natura e non ho fatto nulla per innervosirlo. Lo ho solo accompagnato a cercare la giacca della professoressa in palestra che però non c'era, anche perché nessuna giacca era stata persa e nessuna professoressa lo aveva mandato a cercarla. Quando, dopo aver fatto diversi giri, gli ho detto che era il caso di rientrare e chiedere all'insegnata se ricordava qualcosa in più, mi sono sentito pungere dietro la schiena».
Cosa ha pensato?
«All'inizio pensavo ad una puntura d'insetto, poi ho sentito calore e mi sono toccato la schiena. Mi usciva molto sangue e ho realizzato di essere stato accoltellato».
E a quel punto come ha reagito?
«Ho chiesto al ragazzo che cosa aveva fatto e perché. Lui mi guardava senza dire una parola e aveva la mano nascosta dietro la schiena, in quella mano aveva il coltello insanguinato. E' stata una scena scioccante».
Poi cosa è successo?
«Il ragazzo non ha risposto ed è fuggito, mentre io sono stato soccorso da un'insegnante».
Un gesto folle?
«Non conosco il profilo del ragazzo, mi dicono essere stato finora uno studente attento ed equilibrato. Bisogna avere molta attenzione verso i ragazzi che più di noi tutti stanno soffrendo le restrizioni imposte dalla pandemia. Al di là del caso specifico, penso si debba agire ad ampio raggio su una generazione che stiamo perdendo di vista e di cui rischiamo di perdere completamente il controllo».
Colpa di tutti insomma?
«Quello che è successo oggi è una sconfitta per tutti, per tutte le volte che abbiamo rinunciato a spendere una parola o a compiere un gesto per costruire un mondo migliore, libero anche dalla violenza».
E' stato chiamato dalla famiglia del ragazzo?
«Al momento non ancora, ma oggi ho ricevuto centinaia di telefonate di solidarietà. So però che la famiglia del ragazzo ha chiesto il mio numero alla scuola. Aspetto una loro telefonata. Non nutro alcun rancore, di sicuro lo perdonerò».

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Ultimo aggiornamento: 07:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA