Super Green pass esteso a tutti i lavoratori da febbraio (ma si concederà tempo per vaccinarsi)

Lunedì 3 Gennaio 2022 di Mauro Evangelisti
Super Green pass, da febbraio esteso a tutti i lavoratori

Ieri il 21,9 per cento dei tamponi è risultato positivo. Certo, nel periodo a cavallo delle feste si sono effettuati maggiormente i test di conferma e questa è una concausa di una percentuale così alta, ma non ci sono dubbi che il virus ormai stia circolando velocemente, che la Omicron stia dilagando. 

E se è vero che anche un vaccinato può infettarsi, tutti i dati dimostrano che a finire in ospedale, mandando in tilt il sistema, sono soprattutto i non vaccinati. Per questo motivo, sta prendendo forza la scelta, già dal consiglio dei ministri di mercoledì prossimo, di rendere obbligatorio il Super green pass su tutti i posti di lavoro. Significa che sarà necessario essere vaccinati o avere superato l’infezione. Con il semplice test antigenico non si potrà andare a lavorare. Questo sarà anche un modo per proteggere le persone che attualmente non sono vaccinate, convincendole ad immunizzarsi: visto che gli esperti di tutto il mondo sono convinti che la Omicron (secondo un’inchiesta di El Pais «il virus con la diffusione più rapida della storia del pianeta») prima o poi contagerà tutti, bisogna ridurre in fretta il numero di coloro che la incontreranno senza avere alcuna protezione. C’è però un problema: decidere dall’oggi al domani che non si può lavorare senza Super green pass, rischia di lasciare a casa 5 milioni di italiani. Per questo il piano sul tavolo del governo Draghi prevede di concedere un periodo di tempo per mettersi in regola, quanto meno per ricevere la prima dose. Lo scenario più plausibile è decidere l’obbligo mercoledì, ma farlo scattare da febbraio. In alternativa, potrà essere concessa una deroga se nel frattempo si dimostra di avere già prenotato l’appuntamento per la vaccinazione. 

Fabio Ciciliano, componente del Cts fin da inizio pandemia, osserva: «Una decisione di questo tipo è politica, non spetta a me prendere posizione. Ciò che posso osservare, però, è che in Italia continuiamo ad avere il problema di 4 milioni di persone tra i 30 e 69 anni che non hanno ricevuto neppure una dose. Con il Super green pass la stragrande maggioranza di queste persone probabilmente si vaccinerà e dunque si proteggerà dai rischi del contagio. Proteggerà se stessa e la collettività». Va ricordato che in quella fascia di età, soprattutto tra i 50 e i 65 anni, coincidono due condizioni: la stragrande maggioranza lavora e ha un rischio più alto di ricovero se si contagia da non vaccinato. «Bene, tra i 50 e i 65 anni i non vaccinati sono 1,5 milioni, non sono pochi» osserva Ciciliano. 

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La spinta del Super green pass obbligatorio può causare un problema di gestione della campagna vaccinale. Ricordiamo che dal 10 gennaio si abbassa, per tutti, il periodo di tempo che deve trascorrere dalla seconda dose per ottenere la terza. Passerà da cinque a quattro mesi. In parallelo sta procedendo la campagna vaccinale per i bambini (5-11 anni). Dunque, si rischia di aumentare l’afflusso ai centri vaccinali nella seconda parte di gennaio. Sul fronte delle dosi a disposizione, per ora il sistema sembra reggere, anche se a volte c’è più offerta di Moderna rispetto a Pfizer: i due vaccini però hanno analoga efficacia. Inoltre, tra due settimane saranno consegnate le prime forniture del quinto vaccino autorizzato da Ema e da Aifa: Novavax. Può essere usato solo per gli over 18 e per il primo ciclo vaccinale (non per le terze dosi). Si tratta di un vaccino proteico, non a tecnologia mRna, e secondo il generale Francesco Figliuolo, commissario per l’emergenza, potrebbe convincere i più scettici diffidenti rispetto a Pfizer e Moderna. Mercoledì, in consiglio dei ministri, il premier Draghi dovrà superare alcune resistenze di parte della maggioranza, in particolare della Lega (ma non dei governatori). Ma ormai l’obbligo di Super green pass al lavoro sembra inevitabile.

Ultimo aggiornamento: 13:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA