Super Green pass, la spinta dei medici: «Subito obbligatorio al lavoro o gli ospedali non reggeranno»

Domenica 2 Gennaio 2022 di Mauro Evangelisti
Super Green pass, la spinta dei medici: «Subito obbligatorio al lavoro o gli ospedali non reggeranno»

Per il professor Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute, non ci sono dubbi: dobbiamo ridurre rapidamente il numero dei non vaccinati che rischiano, in modo molto più marcato rispetto ai vaccinati, di finire in ospedale in caso di contagio. Serve il Super green pass su tutti i posti di lavoro, altrimenti i reparti non reggeranno l’onda d’urto. Dalla prima linea, il professor Massimo Andreoni, primario di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma, avverte: «Attenzione, è sbagliato ritenere che tutto sarà più semplice perché con la diffusione della Omicron la percentuale dei ricoveri potrebbe diminuire. A fronte dei numeri assoluti di contagi alti come quelli degli ultimi giorni, anche una quota ristretta travolgerà gli ospedali. Ogni intervento che riduce la quota dei non vaccinati è utile. Serve anche a proteggerli».

L’altro giorno, al Policlinico Tor Vergata, è esplosa la tensione collegata ai pazienti no vax: una ottantenne non vaccinata ha rifiutato le cure, a partire dalla respirazione assistita, purtroppo è morta. Il figlio, anche lui no vax, ha aggredito una dottoressa. «Ormai - allarga le braccia Andreoni - è difficile capire come comportarsi con queste persone che prima dicono no al vaccino, poi ci chiedono aiuto ma non vogliono le cure. E nel frattempo in tutta Italia gli ospedali si debbono riorganizzare, aumentare i posti per i pazienti Covid, sottraendo risorse ad altri malati». 

 

Anche ieri si sono aggiunte 141mila infezioni. Partiamo da un dato: nell’ultima settimana il numero delle persone positive è passato da 500mila a oltre un milione. Abbiamo mezzo milione in più di italiani contagiati. Il tasso di ospedalizzazione è attorno al 2 per cento, se la prossima settimana si confermasse questa crescita (ma è possibile che vi sia un ulteriore incremento, visto che ieri il tasso di positività dei tamponi era al 13 per cento), si aggiungeranno a gennaio altri 10.000 ricoveri. Certo, una parte di chi oggi è in ospedale sarà dimesso (e purtroppo ci sarà anche una quota di decessi, ieri sono stati 111), ma comunque gli ospedali rischiano la paralisi. Già nell’ultima settimana siamo passati da 9.963 a 12.562 pazienti Covid in Italia. E va sempre ricordato che il dato dei ricoveri aumenta in ritardo rispetto a quello delle infezioni. «Gran parte dell’Italia - osserva il professor Ricciardi - finirà in zona arancione se non facciamo qualcosa. Non sto parlando di nuove chiusure, bisogna comunque affidarsi al sistema dei colori. Dico che è urgente aumentare il numero delle persone che hanno ricevuto la terza dose ma anche ridurre coloro che non sono protetti. Vanno vaccinati i giovani e i bambini, certo. Ma non c’è dubbio che un passaggio cruciale sarà il Super green pass per il lavoro. Guardi, negli ospedali abbiamo un buon margine di tenuta, atteso però che mettiamo in atto tutte le misure di contenimento del virus. Deve esserci come premessa che per lavorare serve la vaccinazione o essere guariti, non basta un tampone non sempre affidabile, altrimenti ne soffrirà il nostro sistema sanitario nazionale. Se faremo questo, possiamo essere ottimisti: riusciremo a scavallare l’inverno. Molte forze politiche lo hanno capito». 

Video

Questo strumento è all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri di mercoledì, ma la maggioranza non è compatta. Nei fatti sarà l’ultima mossa per applicare de facto un “lockdown dei non vaccinati” (o più correttamente le “restrizioni per non vaccinati”) come hanno già fatto Austria e Germania. «E lì ha dato ottimi risultati» dice Ricciardi. Chi è contrario al Green pass obietta: anche i vaccinati possono infettarsi e infettare. «Con questa ondata pandemica un non vaccinato sicuramente si contagerà. I non vaccinati sono coloro che in percentuale più alta, rispetto al numero, vanno in ospedale. Quello che si dimentica - prosegue Ricciardi - è che oggi abbiamo due pandemie. Quella dei vaccinati è, dal punto di vista clinico, più sostenibile, in genere la malattia è poco più di un raffreddore. C’è una seconda pandemia dei non vaccinati che, purtroppo, con una percentuale inaccettabile, vanno in ospedale e muoiono». Oggi corrono sia la Delta sia la Omicron. «Ma pian piano - replica Ricciardi - la Omicron diventerà dominante come è successo in altri Paesi. Sotto un certo punto di vista è positivo, perché avere una variante dominante meno grave è un bene. Questo non toglie che resteranno problemi di sanità pubblica. Io mi aspetto che il picco ci sarà entro questo mese e ci sarà una discesa a febbraio».

Ultimo aggiornamento: 11:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA