SuperEnalotto da 209 milioni di euro, ma il premio è ancora lì: restano due mesi poi i soldi tornano all'Erario

Giovedì 12 Settembre 2019 di Gigi Di Fiore

Ha tempo fino all'11 novembre, per reclamare i suoi 209 milioni di euro. Ma l'ignoto vincitore del jackpot record del Superenalotto, giocato il 13 agosto con una schedina di appena 2 euro a Lodi, aspetta ancora. Cosa strana, non si è fatto vivo a intascare la vincita e, considerando l'entità senza precedenti della somma che gli spetta, appare insolito e sospetto.
 
«In questo caso, il pagamento dovrà avvenire entro il 12 novembre prossimo» spiega Laura Casè, funzionaria dell'ufficio comunicazione della Sisal che ha intervistato, con il loro consenso, molti dei super fortunati vincitori del Jackpot. Finora ce ne sono stati in totale 121, l'importo vinto più basso è stato di un milione e mezzo di euro. Quello più alto è invece il jack pot giocato a Lodi, in attesa di riscossione: tolta la commissione prevista del 12 per cento, al vincitore andranno in tasca 184 milioni. Gli basterà presentarsi o all'ufficio Sisal di Roma o a quello di Milano, con un documento d'identità, la schedina e un numero Iban, per vedersi accreditare la somma intera.

Chiarisce Laura Casè: «Il bonifico deve avvenire, all'inizio, su un unico conto corrente per identificarne bene l'origine. Poi, l'interessato potrà spostare la vincita come e dove vuole. È importante, però, che la schedina sia integra e ben visibile. Ci sono stati casi di chi ha perso la somma perché ha consegnato una schedina poco leggibile».

Tre anni fa, un napoletano vincitore di jackpot per quote si presentò con una ricevuta scambiata. L'aveva tenuta a lungo nelle tasche dei pantaloni e, proprio come avviene per le ricevute dei bancomat, si erano cancellate le scritte. Stessa cosa avvenne a un altro vincitore che, invece, aveva tenuto per giorni in estate nel cruscotto dell'auto il prezioso tagliandino. Risultato: data cancellata e no della Sisal a riconoscergli la somma vinta.

Quasi nessuno, tra i vincitori milionari, si presenta a riscuotere subito. Passano in media almeno una cinquantina di giorni prima che si presenti qualcuno negli uffici per farsi accreditare il bonifico. Due anni fa, un vincitore di Caorle, cui spettavano 77,7 milioni di euro, spiegò il suo ritardo con «un impegno lavorativo che non poteva lasciare». Quasi tutti i neo milionari non lasciano il lavoro. Ma almeno il 30 per cento delega alla riscossione la banca dove ha il conto corrente o un notaio. Dice Laura Casè: «Ecco perché probabilmente il vincitore da record di Lodi ritarda. Potrebbe aver fatto tranquillamente le ferie e magari sta preparando le deleghe al notaio».

Ogni vincitore ha una reazione psicologica diversa. Dalle interviste raccolte da Laura Casè, sembra che gli uomini pensino subito a «togliersi qualche sfizio personale». Le donne, invece, ipotizzano un impiego del denaro che «porti vantaggio a tutta la famiglia». Molto diffusa la tendenza a fare beneficenza, «quasi per sentirsi in pace con la propria coscienza». Chi vince somme alte, non dimentica mai di riscuoterle. Sono invece i vincitori di piccole quote a farlo e, alla fine, in nove anni nelle tasche dell'erario sono rimasti 450 milioni di euro non intascati nelle diverse lotterie nazionali.

Una ragazza di Lissone in Brianza, in preda all'emozione per la vincita, si era presa una lunga pausa con un viaggio arrivando a riscuotere appena 48 ore prima della scadenza. Un altro vincitore, stavolta siciliano, si presentò dopo 70 giorni. Diede ancora un'altra spiegazione: «Avevo dimenticato il tagliando in un cassetto e non lo trovavo».

Travolti da improvvisa sorte benevola, molti vincitori sembrano quasi volersi coccolare il momento della riscossione: Spiega ancora Laura Casé: «È quasi come voler assaporare il possesso di un oggetto, la schedina vincente, che regala improvviso benessere. È un titolo al portatore, da custodire con attenzione, perché chiunque, avendolo, può riscuotere non essendoci alcuna giocata nominativa. Ognuno sceglie luoghi diversi per custodire la ricevuta in sicurezza, cercando di non far scambiare le scritte. C'è stata anche una vincitrice che l'ha tenuta nella pancia di una sua vecchia bambola che aveva da quando era bambina».

Di certo, il vincitore dei record a Lodi ancora non si è fatto vivo. Ma non è detto che il suo nome diventi pubblico. Alla Sisal hanno l'obbligo di tutelare la privacy e di non svelare l'identità dei vincitori. Resta però alla Guardia di finanza la facoltà di poter chiedere alla banca il nome del possessore del conto corrente dove è stata accreditata dalla Sisal la corposa somma vincente. Ancora poco più di due mesi, per il super fortunato di Lodi.

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