Il dramma di Susanna, morta in ospedale al nono mese di gravidanza. Il marito: «Voglio giustizia»

Martedì 23 Novembre 2021
Il dramma di Susanna, morta in ospedale al nono mese di gravidanza. Il marito: «Voglio giustizia»

«Chiediamo che sia fatta chiarezza e giustizia. Quel giorno mi hanno portato via tutto, una cosa del genere non deve accadere mai più» queste, le parole di Giovanni, marito di Susanna la donna morta a ottobre del 2020 all'ospedale Sant'Andrea di Roma,  in seguito a un malore mentre era al nono mese di gravidanza. «Pensavamo che non avremmo mai potuto avere figli. Quando Susanna è rimasta incinta abbiamo toccato il cielo con un dito. Il 6 ottobre sono morti lei e il bambino, mi è crollato il mondo addosso». E sulla morte dice: «L'autopsia ha chiarito che mia moglie è deceduta per un'aneurisma cerebrale, mio figlio per ipossia uterina, è stato troppo tempo senza ossigeno. Pensiamo che la loro morte si sarebbe potuta evitare, per questo con il nostro legale ci siamo opposti alla richiesta di archiviazione da parte della Procura».

 

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La Direzione regionale Salute ha avviato un audit clinico per verificare le procedure operative assistenziali e di soccorso, durante il quale non sono state ravvisate criticità. Anche il magistrato che ha disposto l'archiviazione del caso ha ritenuto che non ci siano state responsabilità né da parte degli operatori del 118 che hanno soccorso la donna, né da parte dell'ospedale. La famiglia di Susanna però si è opposta alla richiesta della Procura, chiedendo che vengano fatte ulteriori indagini.

La famiglia di Susanna contesta tre profili, tramite il suo legale, alla Procura: «Per prima cosa, che bisognava prevedere un parto cesareo, perché c'erano indicatori della sua salute di cui tenere conto. Chiediamo che venga fatta luce anche sui soccorsi e sull'intervento dell'ospedale di arrivo, che non era attrezzato per la situazione di Susanna dato che il Sant'Andrea non ha il reparto maternità e la terapia intensiva neonatale». Inizialmente l'ambulanza del 118 che ha soccorso Susanna si è diretta verso l'ospedale San Pietro, che la stava seguendo nella gravidanza. Durante il trasporto ha però avuto un arresto cardiocircolatorio, e così il mezzo si è diretto al Sant'Andrea, ossia all'ospedale più vicino.

L’Ares 118, L’Azienda ospedaliera Sant’Andrea e il Servizio sanitario regionale esprimono un profondo cordoglio ai famigliari della donna, dichiarando: «nonostante la tempestività del soccorso e i vari tentativi di rianimazione non è stato possibile salvarli", la nota diffusa in seguito alla morte della donna e del bambino.

«Durante l'intervento sono andati persi minuti preziosi – continua Vincenzo –. Prima perché gli operatori hanno indossato le tute anti-covid dato che mia moglie aveva 37.6 di temperatura, ma era così alta solo perché stava in gravidanza, non aveva il covid. Poi c'è voluto molto tempo per portarla giù, perché essendo obesa non riuscivano da soli. Pensavo che avessero chiamato aiuto quando erano scesi per vestirsi, ma non lo avevano fatto». 

La famiglia di Susanna attende la convocazione da parte del giudice, che dovrà decidere se archiviare o meno il caso.

 

Ultimo aggiornamento: 17:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA