Tallio, strage in famiglia a Nova Milanese, il nipote arrestato: «Li ho avvelenati perché erano soggetti impuri»

0
  • 8
«L'ho fatto per punire soggetti impuri. Non saprete mai perché l'ho fatto. Non ho da collaborare con la vostra istituzione o con altre istituzioni di questo Stato. L'avvocato? Non ho bisogno di altre persone che parlino al posto mio. Scegliete dall'elenco del telefono la persona che più vi aggrada». Sono le parole dette ai carabinieri da Mattia Del Zotto. Barba incolta, sguardo freddo e nessuna emozione nelle parole usate con i carabinieri che lo hanno arrestato a casa sua a Nova Milanese. Il procuratore della Repubblica di Monza, Luisa Zanetti, in conferenza stampa lo ha definito «una persona introversa». 

Un ragazzo schivo, appassionato di elettronica e informatica, ma da tempo sotto pressione perché non trovava lavoro.  E in grado di procurarsi il tallio con uno stratagemma. Questo il ritratto fatto dai vicini di casa del 27enne arrestato dai militari di Desio (Monza) con l'accusa di aver avvelenato a morte i nonni materni e una zia e poi altri cinque membri della sua famiglia, di cui quattro sono ancora ricoverati. Mattia vive da sempre a Nova Milanese insieme ai genitori, agli zii e ai nonni, in una palazzina suddivisa in quattro appartamenti. «È sempre stato molto schivo e silenzioso, siamo davvero senza parole» il commento di una vicina di casa della famiglia. «So che è appassionato di informatica, andava in palestra, ma nulla di più» ha aggiunto un altro vicino.

Gli investigatori sono risaliti a lui seguendo le tracce di un account di posta elettronica col nome falso «Davide Galimberti» e i tabulati telefonici del suo cellulare. Grazie a queste indagini è stata ricostruita la trattativa con una azienda chimica di Padova per l'acquisto del solfato di tallio. Lo hanno detto in conferenza stampa gli inquirenti.

I carabinieri hanno proceduto all'arresto dopo aver trovato in casa sua a Nova Milanese cinque confezioni di solfato di tallio. Trovate anche le ricevute del relativo acquisto. Le confezioni, per complessivi 60 grammi, sono state acquistate a Padova. I carabinieri hanno trovato anche sul cellulare del giovane conversazioni in cui lui fa riferimento alle ricevute dell'acquisto.

E' emerso anche che Del Zotto da giugno si stava documentando per procurarsi una sostanza velenosa e aveva inizialmente contattato diverse ditte per comprare arsenico. Il 27enne ha poi rinunciato all'acquisto dell'arsenico perché in un caso ha ricevuto la richiesta di tracciabilità della transazione e in un altro una dichiarazione di utilizzo. Ha così scelto la ditta di Padova e ha acquistato il solfato di tallio.
Giovedì 7 Dicembre 2017, 12:13 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2017 15:25
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP