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Finanza, escluso dal concorso per due tatuaggi fa ricorso e vince, il Tar: «Anche i finanzieri si possono tatuare»

Giovedì 4 Agosto 2022
Finanza, escluso dal concorso per due tatuaggi fa ricorso e vince, il Tar: «Anche i finanzieri si possono tatuare»

La presenza di tatuaggi «non visibili» sul corpo di un aspirante finanziere non può essere causa di automatica esclusione dal concorso di ammissione. È la tesi del Tar del Lazio i cui giudici hanno accolto un ricorso proposto da un aspirante al reclutamento con gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ritenuto non idoneo in sede di accertamenti psico-fisici a causa della presenza di due tatuaggi in zona sovra malleolare, e dunque coperta da uniforme. I giudici hanno definito come contraria al tenore del quadro normativo di riferimento l'interpretazione del bando, fatta propria dall'Amministrazione, circa l'automatica esclusione di tutti quei candidati con tatuaggi o alterazioni fisiche permanenti involontarie nella zona sovra malleolare. È stato infatti affermato che una simile interpretazione si pone «in contrasto con il chiaro dettato della normativa primaria, la quale si limita ad imporre un aspetto esteriore del militare decoroso tale consentire il corretto uso dei capi di equipaggiamento previsti». 

La conseguenza è che l'ultima parte del bando «deve essere interpretata come meramente esemplificativa dei criteri stabiliti dalla legge» e non invece introduttiva «di nuovi criteri restrittivi» non previsti dal legislatore e «idonei ad escludere soggetti con tatuaggi o altre alterazioni permanenti volontarie dell'aspetto fisico, siti in zone del corpo non visibili indossando le uniformi di ordinanza».
 

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