Roma, le gang che rapinano i tassisti: già 4 colpi

Lunedì 30 Novembre 2020 di Riccardo Tagliapietra
Roma, le gang che rapinano i tassisti: già 4 colpi

Quattro rapinatori, suddivisi in due gruppi, a piede libero. Uno di loro armato di pistola. Il loro obiettivo, i tassisti romani. L’ultimo colpo risale all’altro ieri, quando una semplice corsa si è trasformata in un incubo. Altri tre balordi, invece, hanno colpito nelle scorse settimane. Almeno tre i tassisti vittime del gruppetto, che oltre a rimetterci i soldi della corsa hanno anche subito danni alla vettura. 

Per Fabio, tassista di lungo corso, tutto è cominciato con una chiamata presa al volo in piazzale Giulio Douhet, vicino alla fermata Laurentina della metro. È il primo pomeriggio. Un uomo gli fa cenno di voler salire. Ha una sessantina d’anni, calvo. «Andiamo a Spinaceto», spiega al tassista. A metà percorso il cliente cambia idea. «Andiamo a Pratica di Mare», dice. Una volta arrivati a destinazione, l’uomo chiede di svoltare in una zona meno frequentata. Pochi metri, tira fuori dalla cinta una pistola. La punta al tassista che è costretto a fermarsi. «Dammi i soldi», intima. In mezzo alla campagna costringe l’autista a scendere, prima di andarsene con l’incasso e con l’auto, che grazie al sistema gps viene rintracciata dalla centrale del 3570 a Pomezia. Tra i tassisti la notizia circola in fretta: lo stesso uomo era stato segnalato qualche tempo fa in zona Quarticciolo. 

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Sulla lista nera delle auto bianche c’è anche un terzetto che qualche giorno fa, oltre a scroccare la corsa ha tentato di rubare i soldi all’autista, distruggendo il lunotto posteriore dell’auto. Sono 2 donne e 1 uomo. Lui statura media capelli lunghi brizzolati, sulla cinquantina. Le donne sono una riccia, mora, molto magra e trasandata e una biondina distinta, sul metro e sessantacinque, capelli lunghi. Chiamano generalmente da zona Fleming, da un negozio, o da qualche hotel. La biondina avrebbe in un’occasione finto di essere dipendente dell’albergo, per non destare sospetti. L’epilogo, invece, è sempre lo stesso. Una volta scesi da taxi dicono di non avere soldi e chiedono agli autisti un recapito per il pagamento, ma una volta che si sono accertati che non c’è nessuno in giro cercano di derubare il tassista di turno, spesso danneggiando l’auto. 

Ai banditi veri e propri si aggiungono gli scrocconi delle corse. Lo sa il tassista che qualche giorno fa ci ha rimesso i 30 euro della corsa: da Termini a Casal Lumbroso. Protagonisti una ragazza romana e un giovane straniero. Una volta arrivati a destinazione sono usciti dal taxi e se ne sono andati a piedi. Senza pagare.

Ultimo aggiornamento: 07:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA