CORONAVIRUS

Terza ondata Covid, l'Italia rischia? Due i fattori contrari. Di Maio: «Natale a casa»

Martedì 8 Dicembre 2020 di Stefania Piras
Terza ondata Covid, l'Italia rischia? Due i fattori contrari. Di Maio: «Natale a casa»

La terza ondata di Covid. Bisogna prepararsi a una terza fase critica. Lo dicono gli indicatori registrati dal Ministero della sanità (la curva dei contagi si sta lentamente abbassando, ma i morti sono ancora tantissimi), lo preannuncia la grande quantità di spostamenti messi in moto dalle festività natalizie e di fine anno, e lo preconizzano i epidemiologi per cui l'influenza stagionale sta per abbattersi, e quindi sommarsi alla pandemia di coronavirus. Non è terrorismo, ma un dato di fatto. Al punto che anche nel governo inizia a trapelare il timore per l'arrivo di una terza, violenta, ondata. Durante le feste di Natale «in Italia si muovono quasi 15 milioni di italiani, quindi il livello di contatto tra le persone aumenta a dismisura. Se vogliamo evitare una terza ondata ce ne dobbiamo stare a casa. Anche io non andrò dalla mia famiglia in Campania». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio intervenendo a Porta a Porta. «Se rispettiamo tutti le regole non arriverà la terza ondata», ha ribadito Di Maio. «Io lo so che gli anziani sono soli, ma è rischiosissimo», ha avvertito il ministro.

 

Tu chiamale se vuoi "circostanze sfavorevoli". Dall'Immacolata, oggi 8 dicembre, fino al 22 dicembre ci sono due elementi da considerare. Il primo: in questo arco temporale trascorreranno 15 giorni, il tempo di incubazione del virus, ovvero il  tempo che intercorre tra il contatto con il virus e l’esordio dei sintomi della malattia (si stima infatti che il periodo di incubazione per SARS-CoV-2 vada appunto da 1 a 14 giorni, più comunemente intorno a cinque giorni). Il secondo: le vacanze di Natale in arrivo per cui comincerà il viavai, leggi assembramenti, nelle grandi città come Torino, MilanoRoma.

 

 

 

 

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La variabile influenza

Se a questo si aggiunge che farà capolino l'influenza stagionale, non si può non mettere in conto una terza ondata e quindi l'assoluta necessità di mantenere le misure di tutela e prevenzione (distanziamento e dunque la ridottissima conviavialità a cui ci stiamo abituando, mascherine e igiene delle mani). Per dire: l'accoppiata Covid e influenza ha indotto il sistema sanitario a proporre una nuova tipologia di tampone. Si chiama tampone differenziale: è quello che riesce a capire se si è in presenza di covid o di influenza stagionale. Anche chi si è vaccinato contro l'influenza stagionale è avvantaggiato, almeno nell'analisi della comparsa dei sintomi. Grazie al vaccino influenzale infatti i sanitari capiscono prima se è Covid o no. 

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La variabile zona gialla

Inoltre dal 21 dicembre tutte le regioni italiane diventeranno zona gialla per decreto ma contemporaneamente saranno vietati gli spostamenti tra regioni. Proprio perché non si può fermare un virus per legge ma si vuole consentire un po' più di libertà, anche solo psicologica, con la riapertura di negozi e attività di ristorazione. 

Ma anche senza scorrere il calendario, basta dare un'occhiata ai dati giornalieri dei contagi che, comunque, non potrebbero dare adito a un alleggerimento delle misure in vigore. In Veneto, ad esempio i casi aumentano. È di oggi la notizia che in Lombardia, all'ospedale geriatrico Santa Margherita di Pavia si sono registrati oltre 100 casi di persone risultate positive al Covid-19. In Europa vengono annunciate nuove misure di chiusura, dalla Germania alla Francia. 

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«Ancora oggi i dati su Covid-19 in Italia diffusi dal ministero della Salute indicano un pensantissimo debito di morte, che inquieta». A sottolinearlo all'Adnkronos Salute è il virologo dell'Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, che aggiunge: «Il trend dei nuovi positivi è in miglioramento, ma è fondamentale abbassare ulteriormente i valori: la terza ondata rischia di manifestarsi in coincidenza con l'influenza, anche se speriamo che in questo caso le misure anti-Covid contengano la diffusione e il peso delle sindromi influenzali. Il numero dei nuovi positivi sta scendendo, ma molto lentamente. E occorre ancora aspettare per vedere il calo dei decessi». Segnali «positivi intanto arrivano dalla Lombardia: i dati oggi sono abbastanza buoni, e una conferma arriva anche dal numero di chiamate alle ambulanze, che si riduce», conclude il virologo. 

La terza ondata sta arrivando, e noi rimaniamo con la tavola da surf chiusi in casa. 

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Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 01:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA