Tifoso morto, arrestato il capo ultrà: «È lui che ha ideato l'attacco»

Tifoso morto, arrestato il capo ultrà: «È lui che ha ideato l'attacco»
Sabato 29 Dicembre 2018, 15:23 - Ultimo agg. 30 Dicembre, 15:54
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Ha fatto il nome di uno degli ispiratori dell'attacco alla carovana dei Van dei tifosi napoletani nel giorno di Santo Stefano uno dei tre ultrà arrestati e che ha risposto alle domande del gip di Milano Guido Salvini nel carcere di San Vittore. Una scelta processuale che ha costretto il suo avvocato a rinunciare al mandato in quanto l'ultrà indicato era già un suo assistito. Si tratterebbe di uno del leader della Curva dell'Inter, Marco Piovella.

Piovella è stato ascoltato in questura con il suo legale, l'avvocato Mirko Perlino. Nei suoi confronti però non sono stati presi provvedimenti. Il tifoso, quindi, ha potuto lasciare la questura di Milano. 

Intanto una pioggia di pesantissimi insulti e minacce è arrivata sui profili social dell'ultrà che avrebbe fatto il nome del leader della curva interista.  


Nelle stesse ore hanno ammesso di esser stati presenti agli scontri, ma precisando di non aver avuto contatto con i tifosi napoletani, Franceco Baj, 31 anni e il suo coetaneo Simone Tira, due dei tre ultras dell'Inter arrestati in relazione agli incidenti prima di Inter-Napoli in via Novara a Milano. Assistiti dall'avvocato Antonio Radaelli, davanti al gip Guido Salvini i due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere e hanno rilasciato dichiarazioni spontanee.

Bastoni, mazze, spranghe, tutto l'arsenale utilizzato dagli ultras dell'Inter, ma anche di Varese e Nizza per l'assalto alla carovana dei van dei tifosi napoletani dello scorso 26 dicembre, si trovavano già sul posto quando gli oltre cento assalitori sono arrivati al punto in cui era stato deciso l'agguato. È un altro elemento emerso durante la giornata di interrogatori di oggi nel carcere di San Vittore. Dal racconto di uno dei tre, in particolare, (due hanno fatto dichiarazioni spontanee in ordine al loro ruolo) sarebbe emerso un piano quasi militare in cui i ruoli erano ben definiti e compartimentati, con tanto di autisti che avrebbero fatto salire quattro ultras a bordo di ogni auto (altri sarebbero arrivati a piedi) per giungere sul posto dove già si trovavano le armi per l'assalto. A quanto si è appreso, la decisione dei gip di Milano Guido Salvini se mantenere in carcere i tre, come chiesto dai pm Maria Letizia Mannella, Michela Benedetta Bordieri e Rosaria Stagnaro dovrebbe venire nella giornata odierna.

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