Firenze, Tiziano Renzi non risponde ai pm: «Processi si facciano nei tribunali»

Tiziano Renzi
Basta processi sui giornali, «si facciano nei Tribunali» dove lui potrà «urlare» la sua innocenza che «peraltro nessuno ha mai potuto negare in questi anni». Tiziano Renzi esce allo scoperto dopo essere stato sentito dalla Pm Christine von Borries, insieme alla moglie Laura Bovoli, per un'inchiesta su alcune fatture sospette emesse dalle sue aziende, Eventi6 e la Party srl, alla Tramor, l'azienda dell'immobiliarista pugliese Luigi Dagostino, impegnato nel settore degli outlet di lusso ed ex socio del padre dell'ex premier Matteo, nella Party srl.

Assistiti dall'avvocato Federico Bagattini, entrambi si sarebbero avvalsi della facoltà di non rispondere, come lo stesso Tiziano dice che farà sempre da oggi in poi. L'avvocato non vuole confermare l'interrogatorio e qualcuno dice che solo il legale si è presentato con una memoria. In serata Matteo Renzi, nella sua newsletter, sottolinea: «Da quattro anni le persone a me vicine sono state oggetto di indagini di vario genere, di vario tipo». L'ex segretario Pd ricorda che nella vicenda che ha investito il padre «pubblici ufficiali si sono resi protagonisti di una operazione sistematica di falsificazione delle prove». E invita a leggere le parole del padre. Tiziano Renzi, nella nota, dice con forza che non vuole più essere processato «nei giornali per il cognome che porto».


«​Ancora oggi dovevo essere interrogato a Firenze e ore prima dell'appuntamento con i magistrati le redazioni dei giornali erano già state allertate», aggiunge anche sul suo profilo facebook: «Non ho niente da temere, non avendo commesso alcuno dei reati che mi sono stati contestati». Dopo quattro anni, «con una vita professionale e personale stravolta», e «processi sui giornali con uno stillicidio di anticipazioni, notizie, scoop senza che mai ci sia un solo responsabile per le clamorose e continue fughe di notizie, adesso dico basta», prosegue ricordando di non aver mai avuto prima un procedimento penale.

«Non ho mai commesso alcuno dei reati per i quali sono stato, e in alcuni casi ancora sono, indagato» e «ho il dovere di difendere la mia dignità e la credibilità professionale della mia azienda», spiega ancora. «Passerò i prossimi anni della mia vita nei tribunali per difendermi da accuse insussistenti e per chiedere i danni a chi mi ha diffamato - conclude Tiziano Renzi - ma almeno potrò dire ai miei nipoti che la giustizia si esercita nelle aule dei tribunali e non nelle fughe di notizie e nei processi mediatici».
Giovedì 22 Marzo 2018, 22:56 - Ultimo aggiornamento: 24-03-2018 07:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2018-03-23 08:34:56
Pienamente d'accordo!!!!!!!!!!!!!!

QUICKMAP