Treno deragliato, altri 12 indagati: tra loro c'è Gentile, l'ad di Rfi

Giovedì 20 Febbraio 2020
Treno deragliato, altri 12 indagati: coinvolte nell'inchiesta 18 persone e due società
«Nell'ambito dell'inchiesta abbiamo altri indagati». Lo ha detto stasera il procuratore della Repubblica di Lodi in riferimento all'incidente del Frecciarossa 1000 che il 6 febbraio scorso è deragliato a Ospedaletto Lodigiano provocando la morte di due macchinisti e il ferimento di altre 31 persone. «Gli indagati sono in parte dipendenti della società che gestisce la rete ferroviaria e in parte di quella che risulta aver prodotto il pezzo risultato, all'apparenza, difettoso» ha spiegato il procuratore Domenico Chiaro.

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C'è Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, tra gli 11 nuovi indagati dell'inchiesta. Lo si apprende da fonti vicine all'inchiesta. In particolare sono 11 gli ultimi iscritti dalla procura di Lodi -6 dipendenti di Alstom Ferroviaria e 5 di Rfi- che indaga per disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni multiple. Per quanto riguarda Alstom ci sarebbero alcuni addetti alla sicurezza e invece per quanto riguarda Rfi gli altri avvisi di garanzia riguarderebbero la catena della direzione produzione.

 A oggi, quindi, per il deragliamento del treno risultano indagate 18 persone e due società. «Le nuove iscrizioni - ha detto Chiaro - sono conseguenza degli accertamenti svolti, a ritmo serrato, negli ultimi giorni con grande impegno di questa procura e dei rispettivi consulenti di parte di tutte le persone nei confronti delle quali sono allo stato ipotizzabili eventuali responsabilità».

 


Dopo il primo sopralluogo dei consulenti del 12 febbraio scorso, gli accertamenti sul posto erano stati sospesi per ragioni di sicurezza connesse alle operazioni di rimozione del convoglio e al ripristino dei luoghi oggetto del dissequestro parziale. «Gli accertamenti dei consulenti incaricati - ha spiegato il procuratore - continueranno, salvo imprevisti di natura tecnica, fino al massimo domenica, in modo tale da rendere possibile, già in serata, il dissequestro totale dell'area e la conseguente piena ripresa della circolazione ferroviaria. Ciò consentirà di far cessare il gravoso impegno della polizia ferroviaria che sta garantendo la sorveglianza a vista del punto zero dell'incidente».
 
 


Così la Procura di Lodi, ha detto Chiaro, «ritiene di aver coniugato nel miglior modo possibile le esigenze di celerità connesse all'utilizzo dell'infrastruttura di importanza vitale per il Paese con quelle imposte dalle esigenze di un puntuale accertamento delle responsabilità che sia anche rispettoso delle garanzie difensive». Alstom, nei giorni scorsi, aveva sottolineato che «l'installazione e la manutenzione degli scambi viene effettuata dal cliente finale», mentre Rfi ha più volte confermato «di essere in fiduciosa attesa dell'esito delle indagini».

Rete Ferroviaria Italiana prende atto dell’evoluzione delle indagini sull’incidente di Ospedaletto Lodigiano, comprendendo la necessità della notifica di ulteriori avvisi di garanzia come atto dovuto per consentire la più ampia partecipazione agli accertamenti irripetibili che si svolgeranno nei prossimi giorni. Oggi la rete ferroviaria italiana è tra le reti più sicure in Europa, grazie anche all’articolato sistema di gestione della sicurezza. RFI conferma piena collaborazione e fiducia nell’operato degli inquirenti.


 Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio, 15:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA