Treviso, tunisino espulso: voleva sacrificarsi «in nome di Allah»

Voleva sacrificarsi «in nome di Dio». Espulso 18enne tunisino residente nel Trevigiano
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TREVISO - Il provvedimento di espulsione nei confronti di un diciottenne tunisino «per motivi di sicurezza dello Stato» è stato firmato dal ministro dell'Interno Matteo Salvini ed eseguito ieri, quando il giovane è stato bloccato alla frontiera di ritorno dalla Tunisia, dove si recava di frequente.

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L'intelligence, informa il Viminale, aveva iniziato le indagini sul suo conto per l'attività di proselitismo che il diciottenne - residente nel Trevigiano - faceva sul web e per la sua contiguità con soggetti gravitanti in ambienti dell'estremismo islamico, anche loro nel mirino degli investigatori.

Sul suo profilo Facebook postava commenti di adesione ideologica al jihad, di celebrazione del martirio e dei mujaheddin deceduti in combattimento nonché messaggi dal tenore antisemita.

Il giovane aveva anche pubblicamente manifestato il desiderio di sacrificarsi «in nome di Dio» e «della moschea di Gerusalemme», rivolgendo la sua preghiera ad Allah per poter compiere il jihad. 
Salgono così a 402 le espulsioni/allontanamenti eseguiti dal 2015 ad oggi, di cui 39 nel 2019. 
Martedì 21 Maggio 2019, 14:41 - Ultimo aggiornamento: 21-05-2019 16:39
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1 di 1 commenti presenti
2019-05-22 06:49:17
Se il provvedimento di espulsione si limita ad un foglio con su scritto "te ne devi annà a casa tua" non serve a nulla perchè lo mette subito al cesso per pulirsi. Il provvedimento di espulsione deve essere una cosa materiale ossi si arresta, si mette su un aereo o una nave con scorta di polizia e si consegna alle autorità del paese di origine con il consiglio " è roba vostra tenetevelo voi".

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