Treviso, sbanda in auto con l'ex e uccide una donna, la verità di Christian: «Lei ha minacciato di buttarsi in corsa e io ho perso il controllo»

Mercoledì 20 Gennaio 2021
Incidente mortale, la verità di Christian: «La lite, lei ha minacciato di buttarsi dall'auto in corsa e io ho perso il controllo e ho sbandato»

QUINTO DI TREVISO - Due ore e tre quarti per raccontare la sua verità. Non solo sull'incidente in cui il 7 giugno 2019 a Povegliano perse la vita la 62enne Giuseppina Lo Brutto ma su tutta la storia del suo lungo e travagliato rapporto con la ragazza che lo accusa di aver causato apposta il sinistro e di averla violentata mezz'ora prima la sterzata fatale sulla vettura con cui la Lo Brutto stava tornando a casa, insieme al marito (rimasto gravemente ferito e a lungo ricoverato in ospedale), dopo aver trascorso la serata a una cena con amici sul Montello. Ieri è stato il giorno in cui si è aperto il processo con il rito abbreviato a Christian Barzan, il 23enne di Quinto accusato omicidio volontario, duplice tentato omicidio e di violenza sessuale e stalking ai danni di Giorgia Biglieri, la ex fidanzata.

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Processo Barzan

Si è seduto sul banco dei testimoni, aperto di fronte al lui un computer su cui il giovane è stato chiamato a commentare alcuni dei 15 mila messaggi telefonici, per lo più conversazioni attraverso la messaggeria telefonica Whatsapp, con cui ha cercato di demolire la tesi della ragazza. «Ci siamo conosciuti nel 2015 - ha cominciato a raccontare, incalzato dalle domande del suo difensore, l'avvocato Fabio Crea - al tempo mi facevo quasi tre ore di pullman per riuscire a vederla. La nostra è stata da sempre una storia fatta di abbandoni e ritorni, ma anche quando non stavamo insieme, il che è successo spesso, ci si vedeva comunque. E quando non succedeva lei mi diceva che voleva uccidersi perché, sosteneva, io non l'amavo».


I messaggi alla fidanzata

Il racconto di Barzan viene inframmezzato dalla consultazione dei messaggi. Dovevi lasciarmi andare dice lei, facendo riferimento al fatto che in più di una occasione, le ultime nel 2018, avrebbe cercato di buttarsi dall'auto di Barzan in corsa. Io non voglio neppure sentirle queste cose gli risponde lui. Da sempre la ragazza, emergerebbe dagli sms esaminati e tutti tratti dall'esame di cinque anni di contatti disposto dalla Procura, avrebbe raccontato a Christian di volersi uccidere per come andavano le cose tra di loro. Ieri ho preso una intera boccetta di sonniferi - gli scrive nel marzo del 2018 - sono ancora in ospedale, ho vomitato sangue e pillole, mi tengono qua per vedere gli effetti. E ancora: Vorrei bere la candeggina, vorrei aprirmi la faccia, sfregiarmi. Prendo la mia pistola di mio padre e mi sparo, mi sporco i capelli di sangue. Non è vero, dice Barzan sollecitato dal suo legale, che la insultavo per il fatto di essere sovrappeso. Qualche chilo in più - le scrive il giovane - non fa alcuna differenza, per me sie una principessa, sei la mia regina. Né sarebbe vero, sempre secondo Barzan, che non la voleva a casa per la ferma opposizione dei genitori al loro rapporto, come testimonierebbero i messaggi in cui le scrive che, secondo il padre e la madre, lei sarebbe una bella ragazza, tanto carina e dolce.


Lite furiosa e incidente

Lo scontro con la vettura guidata dalla Lo Brutto è stato un «terribile errore». «Avevamo discusso - spiega - perché prima avevamo avuto un rapporto sessuale non protetto e lei aveva paura di poter essere rimasta incinta. Mi colpiva con pugni ai fianchi, che non mi facevano male ma mi davano fastidio e io allora le ho dato un colpo forte in piena faccia, facendola sanguinare. A quel punto si è messa ad urlare e ha minacciato di uscire dalla macchina in corsa, facendo il gesto di aprire la portiera. In quei momenti concitati Barzan si sarebbe «sporto sulla destra nel tentativo di richiuderla. Facendo così ho però perso il controllo della vettura: il volante mi è sfuggito di mano, la macchina ha sterzato e poi c'è stato lo schianto». In mezzo ci sta il racconto di quando lei è stata bloccata da lui su Whatsapp e quegli incontri in cui, per quanto non fossero più un coppia, facevano comunque all'amore. Si torna in aula il prossimo 2 marzo. Al centro dei riflettori ci sarà ancora Barzan, che dovrà rispondere al contro esame dei legali della Biglieri (difesa dall'avvocato Rosa Parenti) e della famiglie di Giuseppina lo Brutto, rappresentata dall'avvocato Laura Mattucci. Poi arriverà il momento della sentenza del giudice dell'udienza preliminare Piera De Stefani.

Ultimo aggiornamento: 18:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA