Bollette gonfiate, scoperta maxi-truffa tra Italia e Germania: 22 arrestati, chi sono

Martedì 23 Novembre 2021
Bollette gonfiate, scoperta maxi-truffa tra Italia e Germania: 22 arrestati, chi sono

Maxi truffa nel settore energetico e conseguente caro-bollette. Un'operazione internazionale è stata sviluppata in stretta sinergia con le autorità tedesche con la costituzione di una squadra investigativa comune tra la procura di Aosta e quella di Duisburg che ha consentito un incessante e proficuo scambio di risultanze investigative. Questa mattina la Polizia Criminale di Duisburg ha eseguito, contestualmente alla Guardia di Finanza italiana, cinque arresti nei confronti di un italiano dimorante in Svizzera e di quattro tedeschi, uno dei quali domiciliato nella provincia di Catania. Tutti con l'accusa di riciclaggio.

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Perché la maxitruffa

La maxi truffa nel settore energetico aveva come conseguenza il rincaro delle bollette. Ventidue gli arresti eseguiti tra Italia e Germania e beni per 41 milioni di euro sequestrati. La guardia di finanza di Aosta, con il supporto del Servizio Centrale d'Investigazione sulla Criminalità Organizzata, del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie, del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Repressione Frodi Tecnologiche, ha eseguito in diverse regioni italiane un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Torino, nei confronti di 17 persone indagate per associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e riciclaggio.  Insieme agli arresti sono state eseguite decine di perquisizioni e sequestri di conti correnti, disponibilità finanziarie, immobili e criptovalute, sino alla concorrenza del valore di 41 milioni di euro, ovvero l'equivalente delle somme ottenute con la truffa posta in essere e di quelle riciclate. I fatti risalgono al periodo 2016-2020. Gli indagati sono complessivamente 113.

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Maxitruffa, chi sono gli arrestati

Nell'ambito dell'inchiesta su una maxi truffa nel settore energetico, condotta dalla Guardia di finanza di Aosta, il gip Francesca Firrao ha disposto la misura cautelare nei confronti di: Nirvano Bricchi, 53 anni, di Manerbio (Brescia); Benedetta Calabrese (30), di Nocera Superiore (Salerno); Marco Cardone (40), di Barletta (Bari); Antonio Di Lollo (55), di San Ferdinando in Puglia (Foggia); Andrea Di Leo (36), residente a Budapest (Ungheria); Giovanni Faranda (59), di San Maurizio Canavese (Torino); Roberto Galloro (48), di Ischia (Napoli); Maurizio Greco (49) di Torino; Giovanni Insinga (46), di Chieri (Torino); Mauro Losapio (44), di Trinitapoli (Barletta); Aldo Maria Mancino (36), di Nocera Inferiore (Salerno); Luciano Molino (49), di Napoli; Nicodemo Papandrea (51), di Cirié (Torino), Giuseppe Alessandro Salvati (47), di Ottaviano (Napoli); Ilario Sapere (32), di Torino; Massimo Scavone (50), di Venaria Reale (Torino); Gennaro Vicidomini (36), di Nocera Inferiore (Salerno). Altri cinque arresti sono stati disposti dalle autorità tedesche. «Dalle indagini svolte è emerso in modo inequivocabile - scrive il giudice nell'ordinanza di misura cautelare - il meccanismo truffaldino posto in essere dagli indagati sfruttando le falle del sistema legislativo dell'incentivazione del risparmio energetico globale». L'organizzazione era divisa in gruppi che agivano in Piemonte, Campania e Puglia. Ai vertici - secondo gli inquirenti - c'erano Greco, Schiavone, Insinga e Sapere considerati «promotori/organizzatori» nel contesto associativo criminale.

 

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Le risultanze dell'inchiesta

Grazie all'inchiesta, avviata nel luglio del 2019 dal Nucleo Polizia Economico Finanziaria di Aosta, è stata scoperta una maxi truffa messa a segno da un'associazione criminale con base nella provincia di Torino, imperniata intorno al meccanismo dei cosiddetti 'certificati bianchì, o titoli di efficienza energetica, principale strumento di promozione dell'efficienza energetica in Italia, introdotto nel nostro ordinamento a partire dal 2005. Alla base del meccanismo c'è l'obbligo, da parte delle aziende distributrici di energia elettrica e gas con più di 50mila clienti finali, di conseguire annualmente determinati obiettivi di risparmio energetico. Esse possono assolvere al proprio obbligo realizzando progetti di efficienza energetica che diano diritto ai «certificati bianchi», oppure acquistando i certificati stessi da altri operatori del settore, le cosiddette Energy Service Company (Esco), società che scelgono volontariamente di realizzare progetti di riduzione dei consumi negli usi finali di energia. Il Gestore dei Servizi Energetici Spa (Gse), società a partecipazione pubblica, riconosce sia alle aziende distributrici sia alle Esco un controvalore in certificati in misura corrispondente al risparmio di energia derivante dagli interventi realizzati. I certificati sono poi liberamente scambiabili sul mercato dei Titoli di Efficienza Energetica gestito dal Gestore dei Mercati Energetici Spa (Gme). Il meccanismo si esaurisce con la presentazione annuale dei 'certificati bianchì al Gse da parte delle aziende distributrici che, in tal modo, dimostrano il raggiungimento degli obiettivi di risparmio prefissati e, contestualmente, maturano il diritto all'ottenimento di un contributo tariffario in denaro da parte della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (Csea). L'entità del contributo pubblico erogato dalla Cassa è parametrato al valore di mercato dei certificati bianchi scambiati e viene finanziato, in ultima analisi, da tutta la collettività, attraverso i prelievi operati sulle bollette energetiche alla voce "oneri di sistema" (per l'energia elettrica, componente tariffaria UC7).

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Ultimo aggiornamento: 17:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA