Ucraina, l'Italia può entrare in guerra? E quali diritti perderemmo? Ecco cosa bisogna sapere

Mercoledì 16 Marzo 2022 di Diodato Pirone
Ucraina, l'Italia può entrare in guerra? E quali diritti perderemmo? Ecco cosa bisogna sapere

Grandi elicotteri CH-47 da trasporto che vanno e che vengono, colonne di autocarri in movimento, moltissimi soldati in manovra a perdita d'occhio, come non si vedevano da tempo. E' lo scenario descritto stamattina (16 marzo 2022) dagli abitanti dei centri vicini al grande poligono militare di Teulada, nel Sud della Sardegna. Uno scenario che ha fatto scattare più di qualche preoccupazione dopo la diffusione nei giorni scorsi della circolare del comando dell'Esercito Italiano nella quale si chiede la riduzione dei congedi e si fa capire che tutte le forze speciali disponibili sono in una sorta di stato di preallarme.

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LO SCENARIO

Va detto che il Comando del poligono di Teulada ha subito gettato acqua sul fuoco e ha fatto sapere alla stampa locale che  "trattasi di normale attività addestrativa". Versione almeno in una certa misura veritiera perché esercitazioni complesse hanno bisogno di una preparazione logistica (spostamento di mezzi e di materiali, preparazione di vitto e alloggio per il personale, etc.) che non si improvvisa. Tuttavia, è altrettanto evidente che, al ventesimo giorno dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, i comandi militari italiani stanno seriamente prendendo in considerazione l'ipotesi di impiego su larga scala di personale militare addestrato a operazioni belliche "tradizionali".

 

LE DOMANDE

Le grandi manovre in corso in Sardegna e la Circolare dell'Esercito fanno riemergere una serie di domande alle quali, facendo gli scongiuri del caso, è bene essere preparati. Chi comanda se l'Italia dovesse entrare in guerra? Cosa prevede esattamente la Costituzione? A quali diritti dovremmo rinunciare?

Innanzitutto va detto che non è vero che la Costituzione esclude che l'Italia possa entrare in conflitto con altri Stati. L'articolo 11 stabilisce infatti che l'Italia ripudia la guerra come strumento d'offesa, il che non significa restare inermi. Non a caso l'articolo 52 della Carta definisce come "sacro dovere di ogni cittadino" quello di difendere la Patria.

PIENI POTERI

Ciò premesso va detto che in caso di conflitto bellico tutti i poteri vengono assunti dal governo e in particolare dal presidente del Consiglio, dal ministro della Difesa e da quello degli Esteri. Questi poteri vengono trasferiti dal Parlamento che deve approvare lo Stato di Guerra (previsto dall'articolo 78) e può farlo anche in seduta segreta.

IL QUIRINALE

Qual è il ruolo del Capo dello Stato? In tempo di pace l'inquilino del Colle è il Capo delle Forze Armate, ma in caso di conflitto il ruolo del Quirinale è quello di verificare che il governo agisca nell'ambito delle eventuali indicazioni fissate dal Parlamento nel momento della dichiarazione dello Stato di Guerra. Il Capo dello Stato può convocare il Consiglio Supremo di Difesa che comprende oltre ai principali ministri anche i vertici delle Forze Armate ma questo organismo ha un ruolo esclusivamente di consultazione.

TRIBUNALI MILITARI

In questo contesto, quali diritti individuali sarebbero sospesi? Innanzitutto quello di voto. La Costituzione infatti prevede la proroga del Parlamento fino alla fine dello Stato di Guerra. Con la legge marziale verrebbero istituiti inoltre Tribunali Militari e anche una serie di sentenze non potrebbero più essere appellate in Cassazione. I diritti di spostamento potrebbero essere limitati da decreti del governo. In teoria potrebbe anche  essere reintrodotta la pena di morte anche se secondo molti costituzionalisti questo passaggio sarebbe stato abolito da leggi successive a quanto previsto dalla Costituzione. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 17 Marzo, 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA