CORONAVIRUS

Viaggi e coronavirus, dal giugno riparte il turismo europeo

Wednesday 27 May 2020 di Francesco Malfetano e Antonio Pollio Salimbeni

Mai come in questi giorni anche le Borse seguono le mosse delle compagnie aeree. Come seguono gli annunci da parte dei governi sulle prossime riaperture dei confini. Nel tardo pomeriggio è arrivata la notizia che la Germania si appresta a permettere ai tedeschi di viaggiare dopo il 15 giugno. Stando a quanto indicato dall'agenzia di stampa Dpa, oggi il ministro degli esteri Heiko Maas presenterà la proposta al governo per togliere il «travel warning» per gli altri 27 stati membri più Regno Unito, Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtestein. Nello stesso tempo Berlino preme con insistenza sugli altri governi affinché garantiscano tutte le misure necessarie per tutelare i turisti dal contagio proponendo che impongano chiusure nelle aree in cui emergessero oltre 50 nuovi casi ogni centomila persone in 7 giorni. 
 

 

Si scommette sull'apertura, dunque. Tuttavia le cose non sono così lisce, basti pensare che la Spagna lavora per «riaprire» l'attività turistica da luglio. Si spera che nelle prossime due-tre settimane la situazione dei contagi in tutti i paesi sarà più chiara: per ora resta l'intesa tra i governi dell'area Schengen di revocare i controlli alle frontiere da metà giugno. Venerdì si riuniranno i ministri degli Esteri e faranno il punto anche sul fronte viaggi e turismo. La decisione è molto attesa in Italia. Lo scorso fine settimana a Venezia, anche se solo per poche ore, si sono registrate le prime code sul Ponte di Rialto proprio mentre Piazza San Marco tornava a fare da sfondo per i selfie dei viaggiatori. Con mascherina e occhio vigile per le distanze, gli italiani sembrano infatti pronti a riscoprire le bellezze del BelPaese e, prenotando la propria stanza d'albergo.
 

Al momento però le strutture ricettive sono ancora vuote e soffrono dell'impossibilità per i cittadini di superare i confini della propria regione di residenza. Una limitazione che dovrebbe cadere a partire dal 3 giugno. La Federalberghi di Verona prevede di riempire il 14% delle stanze nei prossimi due mesi. Centinaia di chiamate hanno invece risvegliato l'entroterra ligure, sopratutto nella Val Trebbia tra Genova e Piacenza. Lo stesso vale per trulli e masserie pugliesi, per le strutture della riviera romagnola o per gli alberghi della laziale Sabaudia. C'è però bisogno che dal 15 giugno si riaprano davvero le frontiere europee trasformando una giornata qualsiasi in un «D-day per il turismo» come l'ha definita ieri il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Una data spartiacque, soprattutto per città come «Roma, Firenze, Milano o Napoli» che basano il proprio mercato turistico sui viaggiatori stranieri. Come spiega Roberto Necci, presidente del centro studi di Federalberghi Roma: «L'incidenza del fatturato non italiano sugli alberghi della Capitale è dell'80% per cui a noi non basta la mobilità regionale».

Ultimo aggiornamento: 13:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA