«Violentata anche dalle istituzioni»: la rabbia della dottoressa aggredita a Catania

"Violentata anche dalle istituzioni": la rabbia della dottoressa aggredita a Catania
"Violentata anche dalle istituzioni": la rabbia della dottoressa aggredita a Catania
Sabato 30 Settembre 2017, 10:49 - Ultimo agg. 12:08
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 «Il sangue mi ribolle nelle vene come la lava dell'Etna, lo scriva questo, sono arrabbiata per quello che mi è successo, ma non solo per le violenze subite», «posso dire solo una cosa: io sono stata violentata anche dalle istituzioni».

Così, intervistata da Repubblica, la dottoressa aggredita in ambulatorio vicino a Catania. «Mi sono ritrovata in quella brutta situazione a difendere la mia vita per colpa dei dirigenti dell'Asp», sottolinea. «Nessuna vera sicurezza è stata presa nei confronti dei medici in prima linea».

La dottoressa aggiunge di essere a casa in malattia: «Incredibile ma vero: per l'azienda sono stata vittima di un infortunio. Ma mi chiedo: può essere considerato un infortunio il mio?». «Continuerò, senza alcun dubbio, a fare il medico. Ma non credo in un ambulatorio di guardia medica, anche se quella scelta non è mai stata un ripiego, ma una decisione consapevole proprio perché volevo essere in prima linea, vicina alle persone che soffrono».
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