Roma, custode della chiesa tenta di violentare e strangolare una donna: arrestato

Lunedì 29 Giugno 2020 di Michela Allegri e Giuseppe Scarpa
​Roma, custode della chiesa tenta di violentare e strangolare una donna: arrestato

Quando i poliziotti del commissariato San Giovanni lo hanno trovato si stava nascondendo sul tetto della chiesa di Ognissanti, in via Appia Nuova. Aveva appena tentato di stuprare e poi di uccidere una donna, ospite della Casa di accoglienza della struttura religiosa, che ospita donne sole, senza lavoro e senza una casa. Lui, un passato da clochard e da due anni custode e tuttofare del centro parrocchiale, adesso è finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale e tentato omicidio. È successo venerdì sera. A salvare la vittima, un sms che è riuscita a mandare di sfuggita a una responsabile della struttura. Una sola parola: «Aiuto». E anche le sue urla disperate hanno attirato l’attenzione delle altre ospiti del centro di accoglienza, che si sono precipitate nella sua stanza e si sono trovate davanti una scena raccapricciante: il custode stava tentando di strangolarla utilizzando il tubo della doccia.

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Sara - il nome è di fantasia - ha 43 anni e alloggia nella struttura da marzo. Insieme a lei, in altre camere, ci sono altre quattro donne. L’indagato, italiano, sulla quarantina, risiede invece in un’altra ala dell’edificio. È stato letteralmente salvato dalla strada due anni fa dai volontari e da allora abita in via Appia Nuova e lavora come custode e tuttofare della parrocchia: gli vengono affidate piccole opere di manutenzione ordinaria. L’uomo è benvoluto da tutti e da quando si è trasferito non ha mai creato problemi. Venerdì nel tardo pomeriggio, però, perde la testa e si trasforma in un aggressore violento e spietato. Quando vede Sara che entra nella sua stanza, la segue senza farsi notare. All’improvviso spalanca la porta, entra nella camera e si avventa sulla donna, che inizia a gridare. Il quarantenne è svestito, cerca di violentare la vittima, che resiste con tutte le forze che ha in corpo. Sara si difende, lo respinge, urla sempre più forte anche se lui cerca di tapparle la bocca e di strapparle di dosso i vestiti. Riesce ad afferrare il cellulare e si rinchiude in bagno. Appena il tempo di inviare il messaggio e l’aggressore piomba di nuovo su di lei. Cerca di tramortirla e poi di strangolarla. Usa un portachiavi a laccio e alla fine afferra il tubo a cui è attaccato il telefono della doccia e lo stringe intorno al collo della donna.

Nella stanza, però, arrivano i soccorsi: le volontarie che lavorano nella struttura e anche le altre ospiti. Soccorrono subito la vittima, che ha praticamente perso i sensi. Il custode, invece, fugge scappando dalla finestra. Ancora mezzo nudo, si raggiunge il tetto dell’edificio e cerca di nascondersi. La sua fuga, però durerà poco: i responsabili della struttura chiamano subito la polizia. Gli agenti del commissariato San Giovanni, arrivati sul posto, ripercorrono il tragitto dell’aggressore. Lo trovano ancora sul tetto, svestito, nascosto dietro ai motori dei condizionatori. Per il custode scattano le manette, mentre la vittima finisce in ospedale e trascorre una notte in terapia intensiva. Se non fosse riuscita a dare l’allarme probabilmente sarebbe morta. Sul caso indaga la pm Maria Gabriella Fazi che ha già chiesto per l’uomo la custodia cautelare in carcere. L’indagato deve essere sentito dal gip nell’interrogatorio di convalida.
 

Ultimo aggiornamento: 12:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA