Violenza sulle donne: come chiedere e dare aiuto. Come fare un'autovalutazione del rischio

Dai numeri di telefono da chiamare ai comportamenti spia di un rapporto non sano

Violenza sulle donne: a chi chiedere aiuto, con chi parlare e come fare un'autovalutazione del rischio
Violenza sulle donne: a chi chiedere aiuto, con chi parlare e come fare un'autovalutazione del rischio
Venerdì 25 Novembre 2022, 13:15 - Ultimo agg. 18:05
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Violenza donne - Cosa fare? In caso di violenza bisogna chiedere aiuto. Quali sono gli strumenti e le possibilità per una ragazza, una donna, di chiedere aiuto?  Esiste un numero di telefono gratuito di pubblica utilità, attivo 24 ore su 24, e istituito dal Dipartimento delle Pari Opportunità del governo. Basta comporre 1522. Per chattare invece ci si deve collegare con il sito www.1522.eu . Esiste anche un'applicazione e si può scaricare digitando nell' app store il numero 1522. È importante ricordarsi di tenere aperta l'app in situazioni potenzialmente a rischio. Riportiamo anche alcune delle risposte pensate e stilate da Differenza Donna, l'associazione che gestisce il numero 1522, alle domande e dubbi che possono sorgere in caso di violenza. È un'associazione nata nel 1989 con l’obiettivo di far emergere, conoscere, combattere, prevenire e superare la violenza maschile nei confronti delle donne, delle ragazze e delle bambine e bambini. Altre risposte sono state redatte grazie al vademecum di Casa delle donne, un'associazione di Bologna, che ha cercato di offrire un orientamento a chi percepisce di trovarsi di fronte a un problema di violenza. Le storie e le esperienze sono tutte uniche e mai uguali, ma si possono tracciare dei percorsi per capire come reagire e soprattutto a chi chiedere aiuto. Se ne può parlare con una persona fidata e poi bisogna sapere che in prima linea ci sono i Centri anti violenza e le forze dell'ordine

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Chi c'è dietro il numero 1522?

Ci sono delle operatrici che rispondono in italiano, ma anche in inglese, francese, spagnolo, arabo, farsi, albanese, russo, ucraino, portoghese, polacco.

Cosa fanno e cosa possono fare le operatrici?

Le operatrici telefoniche danno una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza e stalking (atti persecutori), offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti sul territorio nazionale.

Chi può scoprire se ho chiamato il 1522?

Le operatrici danno assoluta garanzia di anonimato. Se capiscono che bisogna intervenire subito perché c'è un'emergenza il caso viene seguito con una specifica procedura tecnico-operativa condivisa con le Forze dell’Ordine. 

Cosa fare se mi accorgo che potrei o sto per essere aggredita?

In qualsiasi situazione, la migliore strategia di autodifesa è evitare lo scontro. Bisogna, quindi, allontanarsi velocemente dal pericolo di un potenziale aggressore: in tal senso la fuga è la principale azione difensiva da mettere in atto (prima di un’eventuale aggressione, durante l’eventuale aggressione, dopo l’eventuale aggressione).

Autovalutazione del rischio, si può fare?

Si può stilare un orientamento generale per capire se si sta vivendo una relazione sana, se ci sono elementi di violenza verbale e / o psicologica. Prendiamo spunto dal "violentometro", uno strumento introdotto in Francia nel 2018 per capire, attraverso una scala di gravità, se dobbiamo prestare attenzione ad alcuni comportamenti o proprio allarmarci. È utile per prendere consapevolezza e non banalizzare certi atteggiamenti. Alcuni possibili comportamenti, infatti, possono far capire se c'è qualcosa che non va. In una relazione sana, ad esempio, il partner rispetta le tue decisioni, i tuoi gusti, le tue opinioni. Accetta i tuoi amici, le tue amiche, la tua famiglia. Ha fiducia in te e prende le decisioni con te sulle cose da fare insieme. C'è una spia di violenza, e quindi bisogna fermarsi e cominciare a reagire quando il partner ti ricatta se ti rifiuti di fare qualcosa, se sminuisce i tuoi progetti e le tue opinioni. Se ti prende in giro in pubblico, se si dimostra sempre geloso (o gelosa) e possessivo (o possessiva). Se ti manipola, se controlla quando esci o le tue abitudini. Se cerca di leggere le tue mail e i tuoi messaggi. Se insiste perché tu gli mandi foto intime o ti costringe a vedere film porno. Se cerca di isolarti o allontanarti dalla tua famiglia o i tuoi amici. Devi chiedere aiuto se ti umilia e ti dà della matta (o del matto) se gli fai notare delle cose che non vanno. Se dà in escandescenza quando c'è qualcosa che non gli piace, o non le piace. Quando minaccia di suicidarsi per colpa tua. Quando minaccia di diffondere le tue foto intime. Se ti tocca le parti intime senza il tuo consenso o ti obbliga ad avere rapporti sessuali. Se ti spinge, ti scuote, ti graffia, ti colpisce, ti picchia. Infine, all'ultimo stadio (nello spettro del rosso) devi assolutamente chiedere aiuto se ti minaccia con un'arma. 

Come faccio a capire se una donna o una ragazza è maltrattata?

Esistono degli indicatori (psicologici, comportamentali, fisici) che possono aiutarci a comprendere se una donna subisce violenza. Leggiamo sul sito della Casa delle donne di Bologna. Se notiamo in lei: paura, stati d’ansia, stress, attacchi di panico, depressione, perdita di autostima, agitazione, auto colpevolizzazione. Se notiamo degli indicatori comportamentali: ritardi o assenze dal lavoro, agitazione in caso di assenza da casa, racconti incongruenti relativi a lividi o ferite, chiusura o isolamento sociale. Ci sono poi delle evidenze fisiche: contusioni, bruciature, lividi, fratture, danni permanenti, aborti spontanei, disordini alimentari. Esiste un solo modo per saperlo con certezza: chiederlo direttamente a lei. E chiederglielo in un contesto di calma e tranquillità. «Le donne sono reticenti a parlare per vergogna, per paura che il compagno lo venga a sapere, per timore di non essere credute, perché pensano che sia colpa loro. È molto importante ascoltare, offrire il proprio supporto, con atteggiamento non giudicante e non forzare a prendere decisioni», spiega Casa della donne.

Quale atteggiamento tenere?

Assicurati di avere tutto il tempo per ascoltare il racconto della vittima. È importante anche rassicurarla sul fatto che si crede a ciò che ti sta raccontando. Un altro elemento singolare che mette in evidenza Casa delle donne è il non stupirsi del fatto che il racconto possa far emergere sentimenti verso il compagno molto diversi fra loro: amore e paura, stima e odio, volontà di chiudere la relazione e speranza di una riconciliazione. È importante sottolineare che la violenza è responsabilità di chi la compie. Può essere utile fare domande per capire da quanto tempo avviene la violenza, se è aumentata nel tempo e nella gravità, e se ci sono armi in casa. Sono interrogativi per comprendere la eventuale pericolosità della situazione e l’urgenza di una soluzione. Bisogna evitare di dare giudizi ed esprimere vicinanza e solidarietà. Si deve dare il numero di telefono del centro antiviolenza più vicino, dirle che lì sarà ascoltata, che non verrà forzata a prendere decisioni e che le sarà garantita la riservatezza.

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