Lo zio dei fratelli Bianchi in carcere: niente servizi sociali, dai domiciliari a Rebibbia per droga. Dovrà scontare cinque anni

Giovedì 9 Dicembre 2021 di Alessia Marani
I fratelli Bianchi

Aveva chiesto l'affidamento ai servizi sociali per lasciare i domiciliari, invece non solo il giudice di sorveglianza ha rigettato l'istanza, ma il Tribunale ordinario di Velletri, recependola, l'ha dichiarata inammissibile e lo ha spedito in carcere dove deve scontare ancora 5 anni per droga. Vito Bianchi, zio dei fratelli Bianchi, arrestati e ora sotto processo per l'omicidio di Willy Monteiro Duarte, è stato arrestato dai carabinieri della compagnia di Colleferro, diretta dal capitano Vittorio De Lisa.

In auto con la cocaina

L'uomo, 54 anni, si trovava già ai domiciliari e oggi sarà trasferito in carcere a Rebibbia per un cumulo di pene per reati relativi agli stupefacenti. I fatti contestati risalgono al marzo e all'ottobre del 2019. Vito Bianchi a ottobre di quell'anno, infatti, fu fermato in auto insieme a una donna. Avevano 55 grammi di cocaina e nella successiva perquisizione in casa, una bella villa adiacente a quella della famiglia Bianchi, sono stati trovati due bilancini di precisione e tutto l'occorrente per il confezionamento della droga. I fatti sono precedenti all'omicidio di Willy, avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 settembre del 2020, e per gli investigatori i nipoti non sarebbero coinvolti. Vito Bianchi, dunque, aveva fatto istanza per richiedere l'affidamento al servizio sociale, ma il tribunale di Sorveglianza ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso e lo ha ritenuto «incompatibile con la detenzione domiciliare». Per questo ora dovrà scontare cinque anni di reclusione e pagare anche 20mila euro di multa. 

L'omicidio di Willy

Quando Willy venne ucciso, Vito era già ai domiciliari. I suoi precedenti per droga risalgono già al 2008, ma non emergono episodi in cui sarebbe coinvolto in traffici con i nipoti. Il 16 dicembre il processo nei confronti dei fratelli Gabriele e Marco Bianchi, accusati con Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, di avere massacrato di botte il giovane cuoco di Paliano intervenuto in difesa di un suo amico, entrerà nelle battute finali. Saranno ascoltati i testimoni della difesa, quindi i giudici potrebbero chiedere un’integrazione per approfondire alcuni aspetti e, infine, si passerà alle richieste del pubblico ministero.

 

Ultimo aggiornamento: 18:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA