Dj morta, analisi sui telefonini: «Capire chi era a Caronia il 3 agosto». E per trovare Gioele arriva l'Esercito

Martedì 18 Agosto 2020
Dj morta, analisi sui telefonini: «Capire chi era a Caronia il 3 agosto». E per trovare Gioele arriva l'Esercito

Quindici giorni di ricerche, quindici giorni senza risposte: di Gioele Mondello non c’è ancora traccia. Per trovare il bimbo di 4 anni scomparso nel Messinese il 3 agosto insieme alla madre Viviana Parisi, la dj di 43 anni trovata morta cinque giorni dopo nelle campagne intorno a Caronia, interverrà anche l’esercito. Sono già tanti i volontari che lavorano insieme ai Vigili del fuoco, alla Protezione civile, alla Polizia, alla Finanza, ai Carabinieri, per passare al setaccio boschi e campi, casolari abbandonati. L’intervento dell’esercito è stato disposto oggi durante l’ultimo vertice convocato in Prefettura a Messina. «Abbiamo anche altre 10 squadre dell’esercito che si uniranno alla battuta e questo è un dato positivo», ha detto il procuratore di Patti, Angelo Cavallo. Intanto Daniele Mondello, padre del piccolo, ha lanciato un appello sui social: «Invito tutti quelli che si vogliono unire alle ricerche di mio figlio Gioele a presentarsi mercoledì 19 agosto presso il centro di coordinamento sulla ss113 al distributore di benzina IP di Caronia. Saremo lì intorno alle 7.30. Si raccomanda di indossare abbigliamento adeguato, pantaloni lunghi e maglie con le maniche lunghe. Indossate un cappellino per il sole e possibilmente portate l’acqua da bere da tenere nello zainetto insieme alle magliette di ricambio. Vi ringrazio anticipatamente».

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L'autopsia e i tabulati

Intanto si aspettano i risultati dell’autopsia sul corpo della donna. L’inchiesta è aperta per omicidio colposo e sequestro di persona, ma la dinamica del decesso non è chiara: le fratture e le escoriazioni riscontrate sul cadavere sembrano essere compatibili con una caduta, mentre alcuni segni sulle gambe della dj sembrerebbero morsi di animali selvatici. Gli inquirenti hanno già ascoltato il proprietario di un casolare, padrone di due Rottweiller. Per avere risposte saranno fondamentali anche i risultati dell’analisi dei tabulati e delle celle telefoniche di Caronia e delle zone limitrofe, per individuare eventuali testimoni.
 

IL TESTIMONE

Ieri intanto nell’inchiesta c’è stato un passaggio importante. Una famiglia del Nord, che trascorreva nel Messinese le vacanze, ha raccontato di avere visto Viviana dopo l’incidente e di averla aiutata. Dopo l’impatto, il bambino era vivo. Perché in questa storia intricata c’è un punto fermo: la mattina del 3 agosto, mentre il marito, anche lui dj, era al lavoro in un centro commerciale, Viviana è uscita insieme al piccolo in macchina. La sua Opel Corsa di Viviana ha urtato un furgone in una galleria dell’autostrada Palermo-Messina all’altezza di Caronia. Un lieve incidente - l’auto ha una gomma bucata - tanto che Viviana è in grado di procedere fino all’uscita e di fermarsi in un’area di sosta, dove viene notata da diversi automobilisti in transito. Sono gli ultimi momenti in cui la donna viene vista viva. «Da quello che ci è stato riferito dai turisti che hanno visto Viviana Parisi viva a Caronia dopo l’incidente stradale sull’autostrada Palermo-Messina, la signora era agitata e impaurita – ha detto sempre il procuratore Cavallo – Proseguono le indagini in tutte le direzioni, al momento non ci sentiamo di escludere nulla. Chiaramente, da come ci è stata descritta, emerge la fragilità della donna in quel momento».
 
 

IL CUGINO

Una fragilità che viene descritta anche da Claudio Mondello, avvocato della famiglia Modello e cugino di Daniele: «Viviana aveva avuto problemi anche con manie di persecuzione e deliri mistici. Per questo era stata in ospedale e aveva avuto delle cure. Non è vero che la famiglia ha preso sottogamba questi problemi di Viviana, tanto che l’ha accompagnata in ospedale anche in piena emergenza Covid-19 perché aveva cuore la sua situazione. La donna passava da momenti di lucidità ad altri in cui era confusa e temeva, anche se non c’era alcun motivo reale, che le togliessero o che potesse perdere il figlio Gioele cui era affezionatissima».

LA PIRAMIDE

La priorità degli inquirenti è trovare il piccolo, e per farlo si cerca di ricostruire il percorso di Viviana. I familiari raccontano che pochi giorni prima di sparire, la donna aveva parlato della Piramide della luce, un’installazione artistica che si trova a Motta d’Affermo. Un’opera mistica che l’avrebbe affascinata dopo che aveva cominciato a leggere ogni giorni la Bibbia.

 

Ultimo aggiornamento: 23:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA