Omicidio del 18enne Willy Branchi, dopo 30 anni spuntano due indagati

Omicidio Willy Branchi, dopo 30 anni spuntano due indagati
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Svolta nell'indagine sulla morte di Willy Branchi, il diciottenne di Goro, Ferrara, ucciso e poi abbandonato nella golena del Po 31 anni fa. La Procura di Ferrara, che ha riaperto le indagini, ha iscritto una persona nel registro degli indagati per omicidio volontario (ma non si esclude la presenza di complici).

La notizia è stata data da Luca Branchi, fratello di Willy, su Facebook. «Mentre scrivo ho gli occhi pieni di lacrime» si legge nel post accompagnato da una foto particolarmente cruda che mostra il volto di Willy distrutto dalla violenza di chi lo uccise. 



COSA È SUCESSO - 30 Settembre 1988: Willy Branchi viene trovato esanime sull’argine del Po alle porte di Goro, un paesino di tremila abitanti nel ferrarese (Emilia Romagna). Il corpo nudo, martoriato dai segni delle percosse e dai colpi di una pistola da macello, giace accanto al portafogli vuoto del ragazzo. La notte prima del ritrovamento, Willy – che soffriva di un leggero deficit cognitivo - viene visto girare per il paese con Valeriano Forzati, noto pregiudicato della zona, in seguito scagionato dagli inquirenti quando era già morto in Argentina in attesa dell’estradizione.

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Il caso viene archiviato e si susseguono venticinque anni di silenzio. Fino a quando, nel 2013, Luca Branchi scrive a un giornale locale, appellandosi ai cittadini di Goro affinché si rompa il muro di omertà costruito intorno all’assassinio del fratello. Le risposte che arrivano, coperte dall’anonimato, portano tutte verso un’unica direzione: Willy intratteneva strani rapporti con uno o più uomini del paese, ed è lì che va cercata la verità. Le indagini vengono riaperte nel 2014. Ma Goro è un paese tanto piccolo quanto coeso. Unito ad ogni costo dalla convinzione che il silenzio sia l’alternativa vincente per non rischiare guai e scompigli all’ordine e alla serenità del tutto quotidianamente uguale.

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Persino il prete è indagato, accusato di non aver rivelato tutto ciò di cui era a conoscenza durante l’interrogatorio con il Pubblico Ministero. Ma è proprio lui, don Tiziano Bruscagin, a fare il nome del presunto assassino. Lo fa parlando con Nicola Bianchi, giornalista de Il Resto del Carlino, che da anni segue il caso. In una serie di puntate del programma Le Iene è emerso uno scenario ancora più intrigato: un giro di relazioni omosessuali e di prostituzione che coinvolgeva adulti e minorenni del paese.
Venerdì 17 Maggio 2019, 16:30 - Ultimo aggiornamento: 17-05-2019 18:16
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2019-05-18 10:09:49
Giustizia per Willy

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