Willy, il giudice ricostruisce il pestaggio: «I fratelli Bianchi e gli altri due imputati come una falange»

Da sinistra Francesco Belleggia, Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Marco Bianchi
Da sinistra Francesco Belleggia, Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Marco Bianchi
di Pierfederico Pernarella
Sabato 1 Ottobre 2022, 14:38 - Ultimo agg. 16:03
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Il calcio di Gabriele Bianchi al petto di Willy in stile combattimento di MMA, poi lui, il fratello Marco Bianchi, Francesco Belleggia e Mario Pincarelli vanno avanti come una «falange». Il giudice di Frosinone Francesco Mancini usa un termine militare per descrivere la complicità dei quattro imputati nel pestaggio mortale del ragazzo di Paliano avvenuto a Colleferro il 6 settembre 2020. «I quattro si avvicinano l'uno all'altro e prendevano a colpire quelli che avevano intorno», scrive il presidente della Corte di Assise di Frosinone che ha condannato all'ergastolo i fratelli Bianchi, a 23 ann Belleggia e 21 Pincarelli.

In tanti in quel momento si trovano vicini alla scena, ma quello che riesce a vedere tutto da una posizione privilegiata è Samuel Cenciarelli, amico di Willy. Cenciarelli riceve un calcio al collo e finisce a terra, ma da quel punto, scrive il giudice, continua «ad osservare la scena dell'aggressione a Willy, sul cui corpo - con ferocia - infierivano tutti e quattro gli imputati con calci e pugni». Colpi che vanificano «i ripetuti tentativi del povero ragazzo di rialzarsi e che proseguivano anche quando egli era ormai un corpo inerme a terra».

Cenciarelli, in questi istanti drammatici, si rialza e si avvicina ai quattro aggressori «gridando che Willy non c'entrava nulla e pregandoli di smettere di colpirlo, ricevendo in cambio un violento pugno al volto che lo faceva di nuovo cadere a terra». 

Il fatto che Willy sia stato colpito da tutti e quattro gli imputati, anche quando era inerme a terra, è raccontato dai testimoni ascolati nel corso del processo. Nello schema che segue il giudice ha riassunto le deposizioni a carico di ogni singolo imputato: 

Quindi il giudice Mancini riassume così i 57 secondi del pestaggio: «I quattro si compattavano a falange ed avanzavano in modo sincrono, impattando contro il corpo del povero Willy che si era appena intromesso per capire cosa stesse accadendo. Ed è proprio in quel momento che egli veniva colpito da Gabriele Bianchi con un violentissimo calcio frontale al petto portato con tecnica di arti marziali che lo sbatteva contro un'auto in sosta. Ed il tentativo del povero ragazzo di rialzarsi veniva dapprima respinto con un pugno del medesimo Gabriele Bianchi mentre il fratello con un calcio neutralizzava il tentativo di Cenciarelli di correre in aiuto di Willy e, poi, da calci e pugni inferti da tutti e quattro gli imputati, finanche mentre il ragazzo era inerme a terra. Il tutto nel brevissimo volgere di pochi secondi. Quindi i quattro correvano via e salivano in auto dandosi alla fuga».

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