Zone rosse locali, dal Lazio alla Lombardia: ecco chi le decide, e dove sono state già istituite

Domenica 21 Febbraio 2021 di Diodato Pirone
Zone rosse locali, dal Lazio alla Lombardia: ecco chi le decide, e dove sono state già istituite

In zona rossa a stamattina si contano decine di Comuni e micro-aree in tutt'Italia. Da oggi, 21 febbraio, è "chiuso" anche il grosso comune di Colleferro (21.000 abitanti) a mezz'ora di auto dalla Capitale. Ma che cosa determina la chiusura in zona rossa di un Comune? E chi la può ordinare? La decisione, come abbiamo imparato quasi un anno fa dal triste caso di Nembro in provincia di Bergamo dove l'epidemia fece decine di morti proprio perché il Comune non fu chiuso, può essere presa dal Ministero della Salute o dalla Regione. La Costituzione all'articolo 117 assegna allo Stato la pienezza dei poteri in caso di "epidemia internazionale" qual è appunto il Sars-CoV-2 ma nel caso specifico di improvvisi aumenti di conytagi in zomne circoscritte come i territori comunali e provinciali è la Regione che deve intervenire con una ordinanza.

Spostamenti tra Regioni, verso stop fino al 31 marzo. Salta l’Italia arancione

La situazione

Nelle ultime settimane i casi di Comuni chiusi in zona rossa e in alcuni casi "circondati" dalle forze dell'ordine, si sono moltiplicati per la diffusione della cosiddetta "variante inglese" del coronavirus. Questa variante si diffonde più facilmente di quella originale e dunque col passare del tempo produce un aumento dei ricoverati e dei decessi proporzionalmente più micidiale. Per quaesto i sindaci e le Asl sono in forte allarme e non appena individuano focolai consistenti in un Comune o in una Provincia cercano di arginarlo con la "zona rossa".

 

 

Va segnalato poi il caso dell'Alto Adige dove non solo tutta la provincia è in zona rossa ma quattro comuni osservano un lockdown semitotale perché vi si è diffusa la variante sudafricana che non solo è contagiosa come quella inglese ma pare sia anche più pericolosa.

Di seguito la mappa delle micro zone rosse in tutt'Italia.

 

Lazio

Sono chiusi Colleferro, Carpineto e Roccagorga. L'accesso a quaest'ultima è controllato dalle forze dell'ordine. La causa è l'alto numero dei contagi fra la popolazione con la presenza di variante inglese.

Lombardia


Sono chiusi da mercoledì 17 febbraio, quattro comuni: si tratta di Castrezzato, in provincia di Brescia, di Viggiù, nel Varesotto, di Mede, in provincia di Pavia, e di Bollate, alle porte di Milano. I quattro comuni saranno "chiusi" fino al 24 febbraio, secondo quanto stabilito con un'ordinanza dal presidente della Regione Attilio Fontana.

 

 

Umbria

A causa dell'impennata dei contagi legati alle varianti brasiliana e inglese oltre cinquanta comuni della provincia di Perugia e sei piccoli comuni della provincia di Terni, e cioè Lugnano in Teverina, Attigliano, Calvi dell'Umbria, Amelia, San Venanzo e Montegabbione sono in zona rossa.

Abruzzo

Le intere province di Chieti e Pescara sono in zona rossa. La Procura ha aperto un'indagine per accertare se ci sono stati ritardi di fronte all'esplosione di contagi nelle due aree.

 

Alto Adige

L'intera provincia di Bolzano è in zona rossa per propria autonoma decisione. In quattro Comuni (Merano, Rifiano, San Pancrazio e Moso in Passiria) le restrizioni sono molto severe per via della presenza accertata fra i contagiati della variante sudafricana.

Molise

Escono oggi dalla zona rossa 27 Comuni fra i quelli quelli di Termoli.

 

Ultimo aggiornamento: 16:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA