2021, da Trump a Biden: ecco che America ci aspetta

Domenica 3 Gennaio 2021 di Luca Marfé
2021, da Trump a Biden: ecco che America ci aspetta

2021, da Trump a Biden: che America ci aspetta?

Un’America diversa, eppure profondamente uguale.

Diversa, evidentemente in primis, perché con un presidente diverso. Per quanto The Donald si affanni infatti a non riconoscere ancora il risultato elettorale, la sconfitta sua e la vittoria dell’altro, oramai è giunto il momento di Joe. Nonostante una dozzina di senatori repubblicani abbiano già raccolto la chiamata alle armi dell’ultima resistenza, quella del 6 gennaio e del non voler certificare un passaggio congressuale che è tradizionalmente solo e soltanto formale. Con un intento chiaro: non tanto impedire l’insediamento alla Casa Bianca dell’ex numero due di Obama (ipotesi da fantapolitica), ma alimentare sì la narrativa cospirazionista e dell’estrema destra con cui il tycoon spera di ritagliarsi altri quattro anni di scena. Per farla breve: restare al centro dello show, anche se il protagonista dello show è oramai qualcun altro.

Un’America diversa nel volto, dunque. Nell’immagine assai più posata e assai meno agitata. Nell’aplomb istituzionale, diplomatico e multilaterale. Negli stessi tratti, cioè, che avevano già caratterizzato l’ottennato precedente del primo presidente di colore della storia di questo Paese. Oggi con il sigillo, estetico ma pure di sostanza, della prima vicepresidente donna.

Diversa poi, in secondo luogo, sul fronte Covid. Non tanto sul piano dei numeri, che continuano a volare preoccupantemente altissimi (più di 20 milioni di casi e più di 350mila morti), quanto invece riguardo all’atteggiamento: Biden parla poco e pubblica pochi post, ma ogni suo comunicato è un’ode alla mascherina. Oggetto che Trump ha troppo a lungo e colpevolmente snobbato. Per il resto, massima prudenza e vaccini, di cui però lo stesso Trump, come amministrazione ma forse ancor di più come singolo, rivendica il merito. Fatto sta che l’approccio è cambiato: Joe di negazionismi e di “altalene” non ne vuole sapere e che il Paese si trovi al cospetto di un’emergenza epocale lo ripete ogni santo giorno. Parole d’ordine: consapevolezza, responsabilità e soltanto allora ripartenza.

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Un’America diversa in tutto o quasi, insomma. Eppure profondamente uguale.

Uguale nelle sue divisioni, nelle sue fratture, nelle sue distanze (geografiche e non) tra grandi metropoli e “pancia”.

Un’America spaccata in due metà, già lontanissime da tempo, ma adesso figlia di un uomo che con la benzina soffiata sul fuoco si è sì inventato una carriera politica per sé, ma ha anche (irrimediabilmente?) segnato il futuro degli Stati Uniti. Chissà per quanto ancora, pure di quelli a venire.

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