A New York tornano i matrimoni: «Massimo 150 persone, tamponi a tutti e si balla solo a distanza»

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Domenico Zurlo
A New York tornano i matrimoni: «Massimo 150 persone, tamponi a tutti e si balla solo a distanza»

In piena pandemia, a New York tornano i matrimoni, ma con regole ferree. Lo Stato del Governatore Andrew Cuomo, con una nuova ordinanza valida dal 15 marzo, consente la ripresa delle feste di matrimonio fino a 150 persone, nonostante i dati sui contagi siano tutt'altro che incoraggianti. Ma per sposarsi e organizzare le proprie nozze, serviranno misure di sicurezza precise, a partire dai tamponi.

Tutti i partecipanti ai matrimoni (o a qualsiasi evento con catering) dovranno infatti avere un tampone molecolare negativo entro le 72 ore precedenti all'evento, oppure un tampone rapido negativo entro le 6 ore. I dipendenti e il personale del luogo della festa devono essere testati almeno ogni due settimane, tranne chi ha già ricevuto il vaccino da almeno 14 giorni, scrive il Guardian

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Resta l'obbligo di mascherina, tranne quando si è seduti e si mangia o beve rigorosamente al tavolo assegnato, ad una distanza di almeno un metro e mezzo dagli altri invitati che non fanno parte della propria famiglia. Anche i tavoli dovranno essere distanti almeno un metro e mezzo. Nel caso ci sia musica dal vivo, gli artisti devono essere separati e lontani dagli ospiti, ad una distanza di non meno di tre metri o con una barriera fisica. Si può ballare, ma solo con le persone presenti al proprio tavolo, e solo in alcune "zone di ballo" contrassegnate.

Insomma, non certo la festa di matrimonio da sogno che in tanti sperano, ma di questi tempi è già qualcosa. Le regole sono state pensate per evitare che i matrimoni diventino dei maxi-focolai: il Governatore Cuomo ha detto che la priorità è far ripartire l'economia ma guardando anche alla salute pubblica. «I contagi diminuiscono e i vaccinati salgono, continueremo a riaprire diversi settori dell'economia e concentreremo i nostri sforzi sulla ricostruzione del nostro Stato, meglio di prima», le sue parole.

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