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Abramovich, il jet privato è atterrato a Mosca: l'oligarca russo dopo Istanbul è tornato da Putin?

Martedì 15 Marzo 2022 di Simone Pierini
Abramovich, il mistero dei voli del jet privato: l'oligarca russo è tornato a Mosca da Putin?

Dov'è Roman Abramovich? Braccato dalle sanzioni, con il nodo della vendita del Chelsea sulle spalle, l'oligarca sta viaggiando nel mondo in cerca di un porto sicuro. Il magnate russo, considerato molto vicino a Putin, ieri era stato immortalato a Istanbul subito dopo esser passato per Tel Aviv. Oggi invece, secondo quanto riporta la Reuters citando i dati di Flightradar24, il suo jet è atterrato a Mosca. 

Abramovich e il mistero del jet in volo

Abramovich è tra i sette miliardari russi aggiunti a un elenco di sanzioni britanniche stilato scorsa settimana per cercare di isolare il presidente Vladimir Putin sull'invasione russa dell'Ucraina. I diplomatici dell'Unione Europea hanno abbracciato una mossa simile.

L'oligarca russo, che detiene anche la cittadinanza israeliana e portoghese, ha negato di avere stretti legami con Putin. Una fotografia ottenuta da Reuters mostrava ieri Abramovich seduto nella sala vip dell'aeroporto di Tel Aviv con una mascherina calata sul mento. Non è stata verificata invece la notizia che si fosse imbarcato sul volo per Istanbul o su quello più recente da Istanbul a Mosca.

Il legame con Putin

Roman Abramovich è «un oligarca russo che ha lunghi e stretti legami con Vladimir Putin». Così il miliardario russo proprietario del Chelsea viene definito nel testo legale dell'Unione europea contenente l'ultimo pacchetto di sanzioni, che verrà pubblicato oggi. Secondo quanto si legge nel testo anticipato dai media britannici, Abramovich «ha avuto un accesso privilegiato al presidente e ha mantenuto con lui ottime relazioni. Questo rapporto con il leader russo gli ha consentito di mantenere la sua considerevole ricchezza. È uno dei principali azionisti del gruppo dell'acciaio Evraz, che è una delle più grandi aziende russe».

 

Nuove accuse da Londra

Dal Regno Unito nel frattempo piovono nuove accuse, sullo sfondo dell'inserimento recente del notissimo oligarca russo nella lista dei miliardari sanzionati dal governo di Boris Johnson (e poi anche dall'Ue). Stavolta è l'emittente pubblica Bbc a prenderlo di mira - dopo due decenni trascorsi a investire montagne di denaro oltre Manica - per una vicenda risalente a metà degli anni '90: quando un giovanissimo Abramovich iniziò a costruire la sua fortuna durante la fase più turbolenta delle privatizzazioni post sovietiche, coltivando relazioni con l'amministrazione del Cremlino al tempo della presidenza di Boris Ieltsin, vari anni prima che Putin iniziasse la sua scalata. Il sospetto si basa una ricostruzione imperniata su notizie di fonti moscovita raccolte dal programma d'approfondimento Panorama che la Bbc precisa di non poter confermare autonomamente. Ma che risulterebbero accreditate sia da documenti sia da testimoni russi. I documenti fanno riferimento a un'asta truccata nella quale nel 1995 l'allora 28enne Abramovich si aggiudicò per l'equivalente di 250 milioni di dollari il controllo di alcuni giacimenti siberiani confluiti nell'azienda petrolifera Sibneft: poi rivenduta10 anni dopo in era già putiniana al governo per 13 miliardi. Un affare realizzato grazie all'aiuto del suo mentore in affari dell'epoca, il controverso capostipite degli oligarchi Boris Berezovski, che più tardi sarebbe divenuto un suo nemico giurato (anche in tribunale) e che sarebbe infine morto esule in Inghilterra in circostanze non del tutto chiare dopo aver rotto i ponti con Putin. Stando alle carte recapitate ora alla tv britannica, quell'acquisizione sarebbe stata fatta a prezzo di saldo nel '95 e lo Stato russo ci avrebbe perso fino a 2,7 miliardi grazie all'aiuto di un funzionario corrotto dell'amministrazione ieltsiniana: cui lo stesso Abramovich risulta avesse fatto arrivare - con l'intermediazione di Berezovski - una tangente da 10 milioni su un conto estero.

La vendita del Chelsea

Saudi Media, il più grande gruppo mediatico del Medio Oriente, ha fatto un'offerta di 2,7 miliardi di sterline per acquistare il Chelsea. Lo riporta il 'Mirror'. Il club londinese è alla ricerca di un nuovo proprietario in seguito alle sanzioni imposte all'attuale patron dei Blues, Roman Abramovich. L'oligarca russo ha infatti subito il congelamento dei suoi beni nel Regno Unito in seguito all'invasione russa in corso dell'Ucraina ed è stato anche sospeso dalla Premier League dalla guida del club.

Ultimo aggiornamento: 17 Marzo, 09:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA