CORONAVIRUS

Covid, in Alaska record di contagi (anche tra i giovani) e ospedali al collasso: «Dobbiamo scegliere quali pazienti salvare»

Sabato 25 Settembre 2021
Covid, in Alaska boom contagi e ospedali al collasso: «Dobbiamo scegliere quali pazienti salvare»

Il sistema sanitario in Alaska è al collasso: lo stato degli Usa ha il tasso più alto di Covid di tutta l'America e mercoledì ha raggiunto il record di casi e ricoveri durante tutta la pandemia. Un'escalation che non sembra fermarsi, visto che la media degli ultimi sette giorni supera gli 800 positivi nelle 24 ore. Il governatore repubblicano, Mike Dunleavy, ha attivato gli standard di assistenza in caso di crisi per l'intero stato, unendo tutto l'Idaho e parte del Montana nel razionamento delle cure mediche.

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I medici: «È la fase peggiore della pandemia»

Per la dottoressa Anne Zink, medico capo dello stato dell'Alaska e medico del pronto soccorso, questa è la fase peggiore della pandemia: «È orribile ed estenuante - ha detto al Guardian - Dovremmo prenderci cura dei pazienti, ma è straziante non essere in grado di fornire le cure potrebbero potenzialmente salvare loro la vita». E le cose sono destinate ad andare ancora peggio: a causa della scarsità delle risorse, del personale e dei posti in terapia intensiva, i medici dovranno dare la priorità ai pazienti che hanno maggiori probabilità di sopravvivere rispetto ad altri che invece potrebbero proprio non essere curati.  Almeno un paziente ad Anchorage, la città più grande dello stato, è morto in attesa di cure. L'ospedale della Penisola di Kenai di Soldotna, a circa 150 miglia da Anchorage, sta attualmente operando al 133% della capacità.

 

La vaccinazione record e lo stop

E pensare che inizialmente l'Alaska aveva fatto registrare uno dei tassi più alti di vaccinazione degli Stati Uniti. Poi, così come successo del West Virginia, la premessa iniziale si è bloccata. All'inizio di settembre, Dunleavy si è rifiutato di dichiarare lo stato di emergenza e di rendere obbligatori mascherina e vaccini. Quando gli è stato chiesto direttamente dai giornalisti mercoledì, Dunleavy ha affermato che «le vaccinazioni rimangono lo strumento più importante, ma non le imporrò».

Con meno della metà della popolazione completamente vaccinata, Zink si chiede cosa avrebbe potuto fare di diverso per proteggere i suoi vicini, la sua famiglia, il suo stato, per fermare il virus. «È straziante sentirsi come se stessi correndo una maratona da quasi due anni ormai, e questo punto della pandemia è quello che ho sempre cercato di evitare», ha detto. Circa l'85% degli abitanti dell'Alaska ricoverati in ospedale con Covid non sono stati vaccinati e tendono ad ammalarsi più di quelli che sono ricoverati in ospedale nonostante la vaccinazione. 

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Il boom tra i giovani

Anche gli abitanti dell'Alaska ricoverati in ospedale non vaccinati tendono ad essere molto più giovani, ha detto Zink. «Anche vedere questi giovani entrare, ammalarsi così tanto, è stato davvero devastante». I pazienti molto gravi devono essere trasferiti negli ospedali degli stati occidentali, che stanno sperimentando un aumento dei casi. Perché una delle sfide dell'Alaska ovviamente è anche la geografia dello Stato: un abitante medio percorre 147 miglia in ogni direzione per accedere alle cure e molte aree sono accessibili solo in aereo, dove i ritardi meteorologici rappresentano un altro ostacolo. Per far fronte alla carenza di assistenza, l'Alaska sta ora assumendo quasi 500 operatori sanitari, tra cui infermieri, assistenti infermieri, terapisti respiratori e altri.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 26 Settembre, 10:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA