Amazon e Microsoft: contro gli abusi sui neri stop al riconoscimento facciale per la polizia

Venerdì 12 Giugno 2020 di Flavio Pompetti
Amazon e Microsoft: contro gli abusi sui neri stop al riconoscimento facciale per la polizia

Dopo Amazon e Ibm, ieri è stata la volta di Microsoft di rifiutare la vendita alle forze dell'ordine del software che permette di riconoscere e schedare il volto di un cittadino. I giganti della tecnologia, che pure forniscono il programma alle autorità aeroportuali, si rifiutano di concederlo alla polizia, fino a che il suo utilizzo non sarà regolamentato da una legge che definisca i limiti d'uso, e il rapporto con il diritto di privacy che va garantito a tutte le persone potenzialmente oggetto del controllo.
Amazon ha annunciato che vieterà per un anno l'uso delle sue tecnologie. «Esortiamo i governi a varare leggi più severe sull'uso di questi sistemi», spiega l'azienda. Da parte sua il presidente di Microsoft, Brad Smith, in una conferenza virtuale, ha spiegato che «non venderemo il software fino a quando non avremo una legge nazionale basata sui diritti umani».
 

 

È tornato intanto in libertà ieri sera Thomas Lane, uno dei quattro poliziotti di Minneapolis che avevano partecipato all'uccisione di George Floyd. Il suo avvocato Earl Gray ha depositato nelle casse del tribunale la somma di 750.000 dollari richiesta dal giudice per la sua liberazione. Dopo la scarcerazione il poliziotto ha raggiunto la moglie in un luogo rimasto segreto, e da lì seguirà gli sviluppi della vicenda processuale, la cui prossima puntata è fissata nell'udienza del 29 giugno. Il giorno della tragedia il 25 di maggio, il 37enne Lane era appena stato assunto dalla polizia municipale, ed era alla sua quarta missione. Nei filmati che hanno documentato quanto è accaduto, è l'ultimo dei tre colleghi che tenevano inchiodato il corpo di Flyd a terra. La sua linea difensiva è che in quella posizione non poteva vedere il volto e i collo della vittima, né udire gli appelli per la sua vita, mentre il collega Derek Chauvin gli premeva la carotide con il ginocchio fino ad asfissiarlo. Il suo legale dice inoltre che Lane era troppo inesperto per intromettersi nelle decisioni che i membri più anziani della squadra hanno preso nei 10 minuti tra l'arresto e la morte della vittima. Nella trascrizione degli interrogatori si legge che Thomas avrebbe provato a convincere Chauvin a mollare la presa e lasciare che Floyd, da supino, potesse girarsi sul fianco. «Ho paura che possa avere una crisi di esaltazione da narcotici» avrebbe detto un paio di volte, senza riuscire a convincere gli altri poliziotti. L'autopsia ordinata dalla centrale di polizia di Minneapolis ha trovato tracce di Fentanil e di metanfetamina nel corpo della vittima, e la difesa tenterà di diffamare Floyd durante il processo, dipingendolo con toni ben più foschi di quelli con i quali la comunità di colore ha celebrato la sua vita nelle ultime settimane. Lane ha raccolto i fondi necessari per depositare la ricca cauzione tramite una pagina di crowdfunding aperta su Internet. 
 

La famiglia e l'avvocato non hanno voluto rivelare chi si è offerto di partecipare alla colletta, né quanti soldi sono stati versati a suo favore. Una persona in stato di arresto è tenuta a depositare soltanto un decimo della cifra che il giudice ha ritenuto necessaria, per poi chiedere ad una delle compagnie assicuratrici specializzate di garantire con un anticipo il resto della somma. Il deposito è infine restituito dalla tesoreria del tribunale se l'imputato si presenta regolarmente in aula, e solo gli interessi maturati nel frattempo sono pagati all'assicurazione. Gli altri tre agenti hanno finora evitato di chiedere la libertà su cauzione, forse per mancanza di denaro, ma anche per non aggravare la propria posizione nei confronti dell'opinione pubblica. Il capo della polizia di Minneapolis Acevedo Medaria Arradondo ha detto che li considera tutti complici del sospetto omicidio, in quanto hanno mancato di mostrare un briciolo di umanità nel proteggere la vita dell'uomo che avevano in custodia.
 

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