Attentati Parigi 2015, inizia il maxi-processo a 20 imputati. Il kamikaze sopravvissuto grida in aula: «Allah unico dio»

Mercoledì 8 Settembre 2021
Attentati Parigi 2015, inizia il maxi-processo a 20 imputati. Il kamikaze sopravvissuto grida in aula: «Allah unico dio»

«Allah è l'unico dio»: queste le prime parole di Salah Abdeslam, il franco-marocchino unico sopravvissuto fra i kamikaze dei commando terroristici del 13 novembre 2015, rivolte ai giudici del tribunale di Parigi dove si è appena aperto il maxiprocesso per le stragi jihadiste.

Il maxi processo per gli attentati terroristici sferrati il 13 novembre del 2015 che hanno causato 130 morti, compresi quelli al teatro Bataclan è appena iniziato e la durata prevista d è di nove mesi, con il verdetto della Corte d'assise atteso per il 24 o 25 maggio. Il principale accusato e unico sopravvissuto del commando, Salah Abdeslam, è in tribunale insieme agli altri dieci detenuti in relazione agli attentati. «Non c'è altro Dio all'infuori di Allah», ha detto in apertura del processo. «Ho rinunciato a qualsiasi professione per diventare un combattente dello Stato Islamico», ha aggiunto.

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In totale, sono dodici gli imputati in aula, ma venti quelli accusati: sette logisti, due uomini che hanno aiutato Abdeslam nella fuga, uno svedese e un tunisino rientrati dalla Siria per compiere un attentato. E quattro miliziani della leadership dello Stato Islamico (Isis) giudicati in contumacia perché si ritiene siano morti. Il presidente della giuria è il Jean-Louis Périès, che leggerà un rapporto sugli attentati e la loro preparazione redatto dai magistrati della Procura nazionale antiterrorismo.

«Avranno il mio odio eterno» ha detto a Le Figaro, Patrick, il padre di Nathalie, una ragazza uccisa durante l'attentato terroristico al Bataclan. L'uomo si è ormai trasferito in Belgio, ma intende venire a Parigi per tutte le udienze del processo che si è aperto oggi. Alcune parti civili hanno un atteggiamento «benpensante e di perdono», ma io no, spiega Patrick al suo arrivo in tribunale. «Da sei anni sono inconsolabile. Sto scontando un ergastolo», confida l'uomo.

 Salah Abdeslam, l'unico sopravvissuto al commando del Bataclan e l'accusato numero uno nel maxi processo. E'  stato arrestato a Bruxelles il 18 marzo del 2016 dopo essere stato ferito a una gamba. Si riteneva fosse fuggito in Siria dopo gli attentati e invece è stato catturato in un'operazione a Molenbeek, a Bruxelles, quartiere ad una ventina di minuti di auto dal Justus Lipsius, dove si era tenuto il summit con i capi di Stato e di governo Ue. Era amico d'infanzia di Abdelhamid Abaaoud, il capo della 'Cellula di Verviers' considerato il cervello degli attentati di Parigi. L'ottavo uomo del commando che il 13 novembre uccise 180 persone - e l'unico a non essersi fatto saltare in aria - era stato identificato dagli inquirenti come colui che noleggiò la macchina utilizzata dai terroristi nell'attacco al Bataclan. Sfuggì clamorosamente ad un controllo alla frontiera franco-belga la mattina dopo la strage. Nato nel 1989 a Bruxelles da genitori francesi, ha un passato come impiegato presso uno dei depositi dei tram di Bruxelles. Ha poi lavorato al deposito di Ixelles fra il 2009 e il 2011, prima di essere licenziato. 

Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 16:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA