Australia, stupratore seriale al Parlamento di Canberra: quattro donne denunciano

Martedì 23 Febbraio 2021 di Simona Verrazzo
Australia, stupratore seriale al Parlamento di Canberra: quattro donne denunciano

Non si ferma in Australia lo scandalo sessuale che sta travolgendo la politica nelle sue massime istituzioni: una quarta donna ha dichiarato di essere stata molestata da parte di un membro dello staff del governo liberale. Nuove rivelazioni shock che arrivano all'indomani della denuncia di Brittany Higgins, che la scorsa settimana aveva detto di essere stata violentata nell'ufficio del ministro della Difesa, Linda Reynolds, all'interno del Parlamento di Canberra.

La sua storia svelata in un'intervista al programma televisivo The Project e sul sito news.com.au ha gettato il paese nello sgomento, svelando il volto oscuro dei palazzi del potere australiani, in passato presi a esempio anche per la parità di genere, ma che negli ultimi mesi sono finiti sotto accusa per azioni di bullismo e molestie soprattutto nei confronti delle donne, sia parlamentari sia degli staff dei singoli politici, tanto da parlare di ambiente tossico in cui sono costrette a lavorare. 

All'epoca dei fatti, nel 2019, Brittany Higgins aveva 24 anni e ha raccontato di aver ricevuto pressioni per non denunciare quanto accaduto in modo da non perdere il posto di lavoro. Un silenzio durato fino a pochi giorni fa e che ha fatto da apripista ad altri episodi simili. La giovane donna era collaboratrice del Partito liberale australiano così come lo stupratore, di cui non ha diffuso l'identità ma che sarebbe stato licenziato.

Altre due donne hanno seguito il suo esempio, a cui ora se ne aggiunge una quarta, che ha reso le sue dichiarazioni, restando anonima, alla televisione pubblica Abc. Nel suo caso i fatti risalgono al 2017, quando c'era un altro premier, Malcolm Turnbull, sempre del Partito liberale australiano. Oltre alla gravità dello stupro nel mirino è finito il comportamento dell'attuale primo ministro, Scott Morrison, il quale inizialmente aveva detto di non sapere niente di quanto accaduto, sostenendo di non essere stato avvisato dal suo staff. Soltanto il giorno dopo che la storia era diventata di dominio pubblico il capo del governo australiano ha chiesto scusa a Brittany Higgins.
Samantha Maiden, giornalista dello scoop, ha dichiarato di aver contattato lo staff del premier giorni prima e che il governo «ha trascorso l'intero fine settimana alla ricerca di fatti e informazioni Eppure nessuno l'ha detto al primo ministro». Le parole delle quattro donne hanno acceso un durissimo dibattito politico, con l'opposizione sul piede di guerra. La portavoce del Partito laburista, Michelle Rowland, ha dichiarato che le rivelazioni della quarta vittima sono state «profondamente inquietanti». «Ora sembra ha detto a Sky News che ci sia un presunto stupratore seriale a piede libero nell'ala ministeriale del Parlamento». E rincara le accuse contro il governo su come il suo staff ha gestito fin dall'inizio la vicenda. «Come siamo arrivati a questa posizione ha proseguito in cui ora abbiamo il primo ministro che dice che non lo sapeva e nessuno ha pensato che fosse prudente dirglielo?». E se il caso di Brittany Higgins è del 2019, quelli delle altre donne sono ancora precedenti: per la seconda i fatti sono del 2017 durante la campagna elettorale, mentre per la terza del 2016 sempre legati all'ufficio di Linda Reynolds. Le autorità stanno raccogliendo tutte le dichiarazioni e non si escludono nuove vittime che, dopo la storia di Brittany Higgins, trovano il coraggio di denunciare.

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