Berlino, decine di migliaia alla marcia contro il razzismo

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Decine di migliaia di persone in piazza oggi a Berlino per manifestare contro il razzismo e la discriminazione. Il corteo arriva proprio mentre aumentano in Germania le preoccupazioni per le azioni dell'estrema destra, soprattutto dopo le violenze contro i migranti nella città di Chemnitz poche settimane fa.

 
 


Diversi gruppi, inclusi le associazioni pro-rifugiati, per i diritti dei gay e organizzazioni musulmane, ha sostenuto la
protesta "Indivisibili" nel cuore della capitale tedesca con lo slogan "solidarietà anziché esclusione e democrazia per una società aperta e libera". Gli organizzatori hanno detto che almeno 150.000 persone hanno preso parte alla manifestazione, tra cui il ministro degli Esteri, Heiko Mass, mentre la polizia afferma che al momento non ci sono stime immediate. È un «grande segnale», «la dimostrazione che la maggior parte delle persone nel nostro
Paese è a sostegno della tolleranza e dell'apertura», ha detto Mass. 

 
Sabato 13 Ottobre 2018, 18:08 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2018 18:55
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2018-10-14 13:31:48
Bayern Wahl, al voto, al voto. Wilhelm II nel 1918 era alle terme, a Spa mentre a Berlino viene annunciata la sua abdicazione, la fine dell’impero, Scheidemann, socialdemocratico, da un balcone del Reichstag proclama la repubblica, l’armistizio firmato a Compiègne sarà in vigore dalle ore 11 dell’11 novembre 1918: si chiude il Fronte, la guerra ebbe inizio con le campane della mobilitazione generale e finì con le stesse campane: Vive la paix, anche i tedeschi lo dicevano in francese ma il vagone, l’armistizio, con l’ingresso degli Usa la Germania non ce la faceva, tragica anteprima dell’altra guerra, jetzt ist alles wirklich fertig: ora è davvero finito tutto, lo disse l’ufficiale tedesco più giovane della delegazione alle 5 del mattino, alla firma, dovette sedersi per l’emozione il capitano Geyer; il Maresciallo Foch fu intrattabile, non concesse niente al nemico, Maresciallo di Francia, Inghilterra e Polonia: la gloria, Vouloir c’est pouvoir, la ricompensa ultima, la tomba aux Invalides, dove c’è stata la cerimonia per Aznavour il cantante, il trionfo dell’artiglieria, era un militare Foch, e Alsazia e Lorena di nuovo francesi, ma gli alleati non invasero la Germania: ci sarà un’altra guerra tra 20 anni disse un generale francese: sbagliò di un anno, e già la rabbia, l’odio non sopito, e poi Clemenceau a Versailles li mise in quarantena: in un angolo i tedeschi, invitati solo a firmare quanto deciso dai vincitori e costretti a passare davanti a cinque feriti di guerra francesi, le Gueules cassées: il gas, le amputazioni, e l’iscrizione nella foresta a Compiègne, il ricordo, lo schiaffo, contro gli Hohenzollern: “qui l’11 novembre morì il criminale orgoglio dell’Impero tedesco vinto dai popoli liberi che voleva asservire” ma si delineava una tendenza tra i generali sconfitti: la rapidità, la mobilità, piccoli gruppi armati, imprevedibili, e il tramonto della trincea: il progresso, le macchine, dai palloni frenati agli aerei, il futuro della guerra, per la conquista, unito alle scoperte, alla crisi economica, all’insoddisfazione, alla fame, erano le basi per un movimento revanscista, per un ordine nuovo, per recuperare quanto era stato perso e più ancora, con la pace iniziarono a preparare la guerra i tedeschi con la logistica americana davvero rivoluzionaria e che li affascina ancora oggi, già ad inizio novecento andarono a vedere Pecos Bill e il suo spettacolo itinerante con i cavalli: tutto entrava in un treno, come faceva? Non riuscì per loro nella prima guerra mondiale, ci riprovarono però i soldati sconfitti, i Landser e il vagone tornò sui binari, dopo, arrivò a Berlino dove venne bruciato, l’armistizio al contrario, pare furono le SS: simbolo creato dalla storia il vagone, distrutto da questa, e la storia, adesso: Sagte Merkel, dopo la riunione con lo sloveno (ahi, ahi?) Sarec a Berlino: “Ich weiß, dass wir in nicht ganz einfachen Zeiten leben”, tempi duri

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