Biden presidente, cosa cambia per Kim Jong un

Domenica 8 Novembre 2020 di Erminia Voccia
mage: Barack Obama and Joe Biden on Election Day November 6th by Barack Obama is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Niente più romanticismo, niente più fuoco e furia o sfide a chi ha il «botttone più grande». Ci sono valide ragioni per credere che la politica estera del nuovo Presidente statunitense, Joe Biden, verso la Corea del Nord sarà diversa da quella del suo predecessore, Donald Trump. «Non c'è dubbio: l'era delle lettere d'amore è finita», ha affermato un consigliere di Biden a Reuters. Donald Trump ha incontrato tre volte il dittatore nordcoreano Kim Jong un, senza riuscire in nulla se non nel ricevere nuove promesse dalla Corea del Nord e clamorose strette di mano a uso e consumo dei fotografi. «Io e Kim siamo innamorati», ha detto più volte Trump sventolando le lettere ricevute dal leader supremo. Kim, del resto, ha sempre fatto sapere attraverso i canali della propaganda di aver un buon rapporto con il presidente repubblicano. Negli ultimi due anni Kim Jong un è passato dall'essere considerato un dittatore eremita ad essere visto quale leader "presentabile" agli occhi del mondo, qualcuno con cui parlare, sedersi a tavola e, addirittura, trattare. Donald Trump ha permesso così il realizzarsi della "parabola di Kim".

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Tuttavia, non è così scontato pensare che il leader nordcoreano preferisse un nuovo mandato Trump. Con la vecchia l'Amministrazione Trump non c'è stato alcun risultato concreto nel negoziato sulla denuclearizzazione, che anzi è fermo da mesi. La diplomazia basata sui rapporti personali, impostata dal capo della Casa Bianca, si è dimostrata inefficace e ora le relazioni tra USA e Corea del Nord sono di nuovo a un punto morto.

Con Joe Biden alla Casa Bianca, Pyongyang si aspetta da Washington nei prossimi anni un approccio alla questione nordcoreana che faccia maggiore affidamento sugli alleati regionali, Corea del Sud e Giappone, sul dialogo e sul multilateralismo e meno sui rapporti personali. Pyongyang sa che con la presidenza Biden potrebbe non esserci un nuovo faccia a faccia tra il leader statunitense e quello nordcoreano.

Tuttavia, tornare indietro alla "pazienza strategica" di Obama è una strada non più praticabile e infatti Biden di recente non ha escluso la possibilità di incontrare Kim Jong un, ammesso però che la Corea del Nord dimostri di voler seriamente ridurre l'arsenale atomico. L'approccio di Biden potrebbe essere più duro con la Corea del Nord e anche più "tradizionale". Gli Stati Uniti potrebbero riportare in auge "i colloqui a sei", che sono fermi dal 2009. Ma quello che servirà davvero sarà un nuovo approccio alla questione nordcoreana. L'edivenza dimostra che non si può continuare a chiedere alla Corea del Nord la completa rinuncia al nucleare prima di fare delle concessioni. Dal punto di vista di Pyongyang, ciò signica alleggerire le sanzioni internazionali permettendo all'economia di riprendersi. Sarebbe un approccio certo più rischioso, ma forse più utile. 

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