«Bimbi sacrificati per un ponte», la bufala sul web scatena il linciaggio della folla: otto morti e oltre 30 feriti

«Bimbi sacrificati per un ponte», la bufala sul web scatena il linciaggio della folla: otto morti e oltre 30 feriti
«Bimbi sacrificati per un ponte», la bufala sul web scatena il linciaggio della folla: otto morti e oltre 30 feriti
di Enrico Chillè
Giovedì 25 Luglio 2019, 15:30 - Ultimo agg. 26 Luglio, 06:34
4 Minuti di Lettura

Una storia maledettamente vera, che dovrebbe far riflettere tutti sulla pericolosità delle bufale sul web, dell'indignazione facile e della cieca sete di vendetta. Almeno otto persone sono state uccise e oltre 30 sono rimaste ferite in seguito ad una serie di aggressioni perpetrate, in distinte occasioni, dalla folla inferocita. A scatenare l'ira della popolazione, infatti, era stata una notizia falsa diffusa sui social.

Lite in strada, il bimbo di tre mesi cade dalle braccia della mamma e muore: la donna accusata di omicidio



È quanto accaduto in diversi centri del Bangladesh: come riporta il Guardian, su vari social network, Facebook in primis, si erano diffuse le voci di presunti sacrifici umani, che quasi sempre vedevano come vittime dei bambini. Lo scopo di questi sacrifici sarebbe stato quello di donare le teste mozzate di giovani e giovanissimi per favorire la costruzione del ponte di Padma, un progetto da tre miliardi di dollari, realmente in costruzione. Per noi occidentali un sacrificio umano non avrebbe niente a che vedere con l'avanzamento dei lavori per un ponte, ma non è così nelle comunità rurali più povere e sottosviluppate di un paese come il Bangladesh. Migliaia di post sui social hanno reso virale una bufala così clamorosa, portando interi villaggi alla caccia ai responsabili.

La psicosi collettiva e la sete di vendetta ha portato a ronde cittadine e veri e propri linciaggi, con molte persone che si sono rintanate in casa per la paura di essere accusati di aver rapito o ucciso bambini. Anche i mendicanti, temendo di essere scambiati per forestieri, hanno scelto di lasciare la strada per ripararsi lontano dai centri abitati o mettendo in bella mostra i loro documenti per dimostrare di essere residenti del posto. Intanto, però, diversi innocenti, accusati di aver rapito, ucciso e mozzato le teste dei bambini, sono stati uccisi dal linciaggio della folla inferocita.

«Finora sono stati uccisi sei uomini e due donne, oltre al ferimento di almeno una trentina di persone: le nostre indagini hanno accertato che tutte le vittime non si erano rese colpevoli di alcun reato» - ha spiegato Javed Patwary, capo della polizia di Dacca - «Una delle due donne uccise era una mamma che era andata a prendere a scuola suo figlio ed è stata scambiata per una rapitrice di bambini. La situazione è fuori controllo e i nostri uomini stanno girando per i villaggi, allo scopo di informare la popolazione che la rabbia è montata per via di una bufala, forse costruita ad hoc».

Difficile, però, per la polizia riuscire a raggiungere la popolazione e a frenare ogni istinto di vendetta di fronte alla capillarità e alla potenza di post sui social. Al momento, però, le indagini sull'accaduto hanno portato all'arresto di 13 persone: otto sono accusate di aver ucciso vittime innocenti, altre cinque di aver diffuso la bufala sul web. Una vicenda assolutamente agghiacciante, ma non inedita, specialmente in questa zona del mondo. Il sociologo dell'università di Dacca, Monirul Islam, che ha studiato diversi episodi simili prima di quello degli ultimi giorni, ha lanciato l'allarme: «Una reazione così violenta, fatta di indignazione e linciaggi, potrebbe essere il certificato della sfiducia che la popolazione ha verso la legge e l'autorità dello Stato. Ma non escluderei che tutto questo sia un progetto voluto da qualcuno per destabilizzare un'intera comunità attraverso il panico e l'odio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA