Boris Johnson, la lettera per il G7: «Daremo 1 miliardo di dosi ai più poveri»

Venerdì 11 Giugno 2021
Boris Johnson, la lettera per il G7: «Daremo 1 miliardo di dosi ai più poveri»

«Non esiste prova più convincente e tragica del bisogno di cooperazione globale della pandemia che ha travolto il mondo e mietuto oltre 3,7 milioni di vittime. Per la prima volta dall'inizio di questa catastrofe, i leader del G7 si incontreranno di persona oggi per un vertice che presiederò io stesso in Cornovaglia, nel Regno Unito. Ho invitato anche i primi ministri dell'India e dell'Australia e i presidenti della Corea del Sud e del Sudafrica, per un confronto più ampio con altre democrazie e società libere. Abbiamo un obiettivo condiviso: quello di vincere la pandemia, ridurre al minimo il rischio di nuovi eventi simili e ricostruire società migliori dalle macerie di questa tragedia».

Alla vigilia del primo di questi importanti appuntamenti internazionali, il summit del G7 di Carbis Bay in Cornovaglia, ecco la lettera scritta dal primo ministro inglese Boris Johnson.

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«Intorno al tavolo in Cornovaglia saranno presenti le maggiori e più avanzate economie del mondo, pronte a mobilitare le proprie capacità e competenze contro un nemico comune. Il genio e la perseveranza dei nostri scienziati ci hanno procurato vaccini sicuri ed efficaci contro il COVID-19. Ora il nostro compito più impellente è quello di usarli per proteggere l'umanità il più rapidamente possibile.

Il Regno Unito ha contribuito a fondare Covax, l'alleanza globale che sinora ha fornito 80 milioni di dosi ai paesi in via di sviluppo. Quasi tutte queste dosi erano di Oxford-AstraZeneca, il vaccino sviluppato con il sostegno del governo britannico - impiegando competenze da ogni parte del Regno Unito - proprio perché fosse economico da somministrare, facile da conservare e in grado di proteggere il maggior numero di persone in tutto il mondo. Il Regno Unito ha stanziato 548 milioni di sterline per Covax, e donerà inoltre la maggior parte delle dosi in eccedenza dal programma di vaccinazione nazionale. In questa grave crisi dobbiamo tutti impegnarci di più. Desidero pertanto che il G7 fissi un obiettivo impegnativo ma profondamente necessario: fornire 1 miliardo di dosi ai paesi in via di sviluppo per vaccinare tutte le persone nel mondo entro la fine del prossimo anno.

Nessuno ha mai tentato un’impresa simile prima d’ora e, se dubitate che sia possibile, vi esorto a farvi ispirare dalle gesta straordinarie già compiute nelle avversità di questa pandemia. I nostri scienziati hanno messo a punto dei vaccini contro il Covid-19 più velocemente di quanto non sia mai stato fatto. Il Regno Unito e molti altri paesi stanno immunizzando i propri cittadini più rapidamente di quanto si ritenesse possibile. Ora dobbiamo farci guidare dallo stesso spirito di urgenza e ingegnosità in uno sforzo globale per proteggere l’umanità intera. Possiamo farlo, dobbiamo farlo, e grazie a questo vertice del G7 lo faremo. Ma la verità è che anche se riuscissimo nell’impresa, i nostri sforzi varrebbero ben poco se un altro virus letale dovesse emergere e scatenare una nuova catastrofe. Dobbiamo per questo potenziare le nostre capacità collettive di prevenire un’altra pandemia e prevedere dei meccanismi di allerta precoce per le minacce future, anche creando una rete di centri di sorveglianza - un Radar Globale per le Pandemie. Ai nostri scienziati sono bastati 300 giorni per decifrare l’enigma del Covid e produrre dei vaccini, ma dobbiamo essere in grado di rispondere ancora più rapidamente. Questo vertice del G7 servirà anche ad accelerare lo sviluppo di vaccini, terapie e test per qualsiasi nuovo virus, con l’obiettivo di passare da 300 a 100 giorni. Oltre a contenere il rischio di nuove catastrofi, abbiamo l’obbligo di trovare un risvolto positivo alla dura prova che stiamo affrontando. Dobbiamo ricostruire delle società migliori e porre le basi per una ripresa economica globale su fondamenta più ecologiche e più eque. A milioni di ragazze in tutto il mondo viene negata un’istruzione, e ciò ostacola lo sviluppo di intere società. Si tratta di un oltraggio morale e di un grave impedimento alla crescita economica. Il nostro obiettivo comune deve essere quello di garantire la scolarizzazione di altre 40 milioni di ragazze entro il 2025. Chiederò al G7 e ai paesi ospiti di contribuire ulteriormente all’obiettivo della Global Partnership for Education per raccogliere 5 miliardi di dollari per le scuole nei paesi in via di sviluppo. Man mano che le aule diventano più numerose, dobbiamo parallelamente creare posti di lavoro che rispondano alle esigenze dei nuovi giovani talenti e tutelino l’ambiente che erediteranno. Il G7 può portare avanti entrambi questi obiettivi, promuovendo una rivoluzione industriale verde e promettendo di dimezzare le emissioni di carbonio entro il 2030, al fine di limitare l’aumento delle temperature globali a 1,5 gradi. Il mondo intero si riunirà a breve per far fronte a questa sfida di fondamentale importanza: a novembre, infatti, il Regno Unito ospiterà la conferenza COP26 a Glasgow, organizzata in collaborazione con l’Italia. Nel frattempo, desidero che il G7 salvaguardi la biodiversità per le generazioni future, impegnandosi a proteggere almeno il 30% delle terre e degli oceani entro il 2030. Dobbiamo altresì offrire ai paesi in via di sviluppo gli investimenti trasparenti e di alta qualità di cui hanno bisogno per costruire infrastrutture nazionali pulite e verdi, e per dare un impulso alle loro economie. L’agenda per la ripresa globale è senza dubbio stimolante, ambiziosa ma realizzabile, purché non manchino volontà e ingegno. Il Regno Unito ha il privilegio di presiedere il G7 e di poter contribuire, insieme all’Italia e alle altre democrazie sorelle, ad avviare questo sforzo titanico. Sta a ciascuno di noi dimostrare, ora, di essere all’altezza.

Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 11:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA