Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Cina, l'audio segreto trapelato dall'esercito: «Ecco il piano per invadere Taiwan. Pronti 140mila uomini»

Lunedì 30 Maggio 2022
Cina, l'audio segreto trapelato dall'esercito: «Ecco il piano per invadere Taiwan. Pronti 15mila uomini»

L'invasione cinese di Taiwan potrebbe essere vicina? Secondo un audio choc trapelato una settimana fa e diventato virale su Twitter e Youtube Pechino sarebbe pronta a un'azione militare che innescherebbe - quasi certamente secondo le ultime dichiarazioni di Biden - una reazione statunuitense.

La clip audio di 52 minuti riporterebbe il contenuto di un incontro segreto dell’Esercito popolare di liberazione cinese e i vertici civili del Guangdong (la provincia nell'area del delta del fiume delle perle che costituisce il cuore dell'industria manufatturiera cinese ) per preparare l'invasione. 

I media occidentali non hanno potuto verificare in maniera indipendente l'autenticità della clip, considerata però attendibile da molti analisti e condivisa anche da Jennifer Zeng, un'attivista per i diritti umani nata in Cina, sul suo account Twitter. Zeng ha anche  pubblicato  la trascrizione sul suo sito web.

Secondo cui la circolazione del file potrebbe essere stata agevolata da Taiwan o dallo stesso Partito Comunista Cinese, a causa di lotte intestine in vista del 20mo congresso del Partito in programma quest’anno. I partecipanti all’incontro segreto includerebbero tra gli altri il maggiore generale Zhou He, comandante della regione militare del Guangdong, e Wang Shouxin, membro del comitato permanente del Comitato provinciale del Guangdong.

 

L'audio choc, fabbriche per aiutare lo sforzo bellico 

Nell’audio ufficiali e funzionari discutono l’istituzione di un comando militare-civile per organizzare la transizione della provincia di Guangdong dallo stato ordinario a quello di guerra, e preservare l’ordine civile ed economico nel delta del Fiume delle perle, un’area densamente popolata che include metropoli come Guangzhou e Shenzhen, e che costituisce il cuore dell’industria manifatturiera cinese. Gli ufficiali presenti all’incontro menzionano una serie di aziende private che verrebbero mobilitate per fornire alle forze armate cinesi capacità critiche in vista dell’invasione di Taiwan: la provincia di Guangdong dovrebbe appoggiare lo sforzo bellico in 20 differenti categorie e fornendo 239 differenti risorse e materiali, per un totale di 140mila uomini, 935 navi di vario tipo e 1.653 sistemi non guidati o a pilotaggio remoto. Altre risorse menzionate nel corso dell’incontro includono 20 porti e aeroporti, sei cantieri navali, 14 “centri di trasferimento di emergenza”, Ospedali, centri di trasfusione e mobilitazione per la difesa, stazioni di rifornimento e risorse come granaglie e carburanti.

Uomini, navi e satelliti pronti all'azione 

Secondo quanto riportato nell'audio, l’invasione di Taiwan sarebbe accompagnata dalla mobilitazione di 15.500 militari riservisti e specialisti nel solo Guangdong; lo sforzo logistico affidato alla provincia includerebbe “sette risorse di guerra di livello nazionale”, incluse 64 navi da carico da 10mila tonnellate, 38 aeroplani, 588 vagoni ferroviari e 19 infrastrutture civili”. Quattro aziende – Zhuhai Orbita, Shenzhen Aerospace Dongfanghong Satellite Co., Foshan Deliya and Ji Hua Laboratory – metterebbero a disposizione una costellazione di 16 satelliti per l’osservazione ottica di precisione in orbita terrestre ultra-bassa. Nel corso della discussione diversi ufficiali e funzionari paiono illustrare diverse versioni di un medesimo scenario di mobilitazione bellica, a indicare una fase di pianificazione pre-bellica. L’analisi dell’audio pare suggerire inoltre la presenza all’incontro dei vertici del Partito comunista di Guangdong, inclusi il segretario di partito, il vicesegretario, il governatore e il vicegovernatore.

 

La reazione di Biden: «Pronti ad agire militarmente» 

La diffusione dell’audio ha preceduto di poche ore il vertice dello sorso 23 maggio tra il presidente Usa Joe Biden e il primo ministro del Giappone Fumio Kishida, al termine del Quale l’inquilino della Casa Bianca ha chiarito che gli Stati Uniti sono pronti a intervenire militarmente nell’eventualità di una invasione di Taiwan da parte della Cina.

Durante una conferenza stampa congiunta con il capo del governo giapponese, Biden ha risposto affermativamente ad una domanda riguardo un eventuale intervento militare diretto degli Usa in difesa dell’Isola, diversamente da quanto sta accadendo in Ucraina. «Sì, è un impegno che abbiamo assunto. Ma l’idea che (Taiwan) possa essere presa con la forza non è semplicemente appropriata. Destabilizzerebbe l’intera regione», ha spiegato il presidente Usa. Secondo Biden, Pechino «non ha la giurisdizione per prendere Taiwan con la forza».

Azovstal, la resa e il destino dei prigionieri di guerra: «I soldati rischiano la condanna a morte». Ipotesi Norimberga 2

Ultimo aggiornamento: 1 Giugno, 08:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA