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Ucraina, Coca-Cola e Starbucks alla fine si arrendono: chiuse tutte le attività in Russia. McDonald's mette il lucchetto a 850 store

Martedì 8 Marzo 2022
Ucraina, Coca-Cola e Starbucks alla fine si arrendono: chiuse tutte le attività in Russia. McDonald's mette il lucchetto a 850 store

Alla fine anche Coca-Cola e Starbucks si sono arrese. Era solo questione di ore che le due aziende prendessero una posizione ufficiale. E lo hanno fatto. Entrambe hanno infatti sospeso tutte le attività in Russia seguendo la scia, seppur in ritardo, di altri grandi brand internazionali. Coca-Cola e Starbucks erano finite nel mirino dei social, che hanno alzato la loro personalissima pressione via web. All'appello ora mancano solo marchi come KFC e Burger King, ma è probabile che anche loro prenderanno la stessa decisione. Nella lista c'era anche McDonald's, che però proprio poche ore fa ha annunciato l'intenzione di chiudere temporaneamente 850 dei suoi punti vendita in Russia. La decisione sembra legata al pressing sul colosso degli hamburger che finora era rimasto operativo in Russia nonostante l'invasione dell'Ucraina. Una scelta che aveva attirato molte critiche a McDonald's, soprattutto sui social media dove un coro di voci crescente ne chiedeva il boicottaggio.

 

A differenza però di aziende come Spotify o Netflix, ai quali di fatto basta premere un pulsante per oscurarsi a interi Paesi, per forza di cose la gestione del personale e degli store fisici di questi grandi marchi ha bisogno di accortezze in più. Anche da questa necessità nasce quello che in molti hanno visto come un endorsement, incassando minacce di boicottaggio. Tra le grandi aziende Unilever e Mondelez continuano a vendere i loro prodotti lì, le catene di hotel Hilton, Marriott e Hyatt non hanno chiuso. Invece Nike, Apple e Ikea hanno sospeso le loro attività in Russia, con tutti gli accordi e le clausole di chi opera in franchising che questo comporta. 

I numeri di KFC e McDonald's in Russia

Yum Brands, con sede nel Kentucky, ha una delle più grandi aziende in Russia: oltre 1.000 sedi KFC e 50 Pizza Huts, sebbene tutte siano di proprietà. Ha spiegato che sta monitorando da vicino la situazione in Ucraina e che sta effettuando donazioni a gruppi di soccorso umanitario, ma che è troppo presto per discutere il futuro delle sue operazioni in Russia.

McDonald's tra le multinazionali occidentali è quella che ha il rapporto più solido con la Russia. Il primo store ha aperto nel 1990, segnando la fine della Guerra Fredda e si stima che circa 30.000 russi si siano messi in fila a Mosca nelle prime ore per provare il fast food americano. La Russia rappresenta circa il 9% delle entrate globali di McDonald's e il 3% del suo reddito operativo. 

 

Starbucks e Coca-Cola

Starbucks invece ha un'impronta russa più piccola, con circa 130 sedi nel Paese. Secondo il New York Times il Ceo Kevin Johnson ha inviato un promemoria al personale in cui condannava «gli attacchi immotivati, ingiusti e orribili della Russia all'Ucraina», annunciando la cessione dei diritti d'autore ricevuti dalle sue attività in Russia agli aiuti umanitari. 

Anche Coca-Cola e PepsiCo non avevano manifestato ancora l'intenzione di ritirarsi dalla Russia, che rappresenta il 4% delle entrate globali di entrambe le società. La scorsa settimana Coca-Cola HBC ha dichiarato all'agenzia statale Tass che «tutte le strutture operative, produttive e logistiche di Coca-Cola in Russia stanno continuando a lavorare».

 

 

Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 12:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA