Corea del Nord, la sorella di Kim Jong un dopo Kim Jong un: il volto rosa della dittatura

Mercoledì 22 Aprile 2020 di Erminia Voccia
Corea del Nord, la sorella di Kim Jong un dopo Kim Jong un: il volto rosa della dittatura

L'abbiamo vista schizzare via sui tacchi dal vertice di Hanoi nel febbraio 2019. Completo nero, camicia rosa pallido, accollata, gonna al ginocchio e neanche un filo di trucco. Il secondo summit tra Donald Trump e Kim Jong un era finito male, senza un accordo e senza un testo conclusivo, qualcosa in Vietnam era andato storto. Ma prima ancora avevamo visto Kim Yo Jong, sorella più giovane del leader nordcoreano, alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici Invernali di Pyeongchang, in Corea del Sud, stringere la mano e sorridere al presidente sudcoreano Moon Jae in, stavolta fasciata da un austero cappotto nero con il bavero in pelliccia. Quella presenza, femminile e gradevole ma non meno severa perché espressione di un regime spietato, aveva tuttavia permesso di rompere il ghiaccio tra i due vecchi nemici. Aveva preparato il terreno ai vertici inter-coreani dei mesi successivi, inaugurando una nuova stagione della diplomazia tra le due sponde opposte del 38esimo parallelo, o almeno così sembrava due anni fa.

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La “principessa Kim è una delle figure più in vista della dinastia, qualcuno specula che potrebbe addirittura ereditare il potere dal fratello maggiore, qualora ci fosse la necessità di sostituirlo. Lei e il fratello dittatore hanno lo stesso sangue, quello del padre Kim Jong Il e della madre, compagna di origini giapponesi del defunto Caro leader. Sempre al fianco del fratellone Kim e sua fedele alleata, sempre pronta ad assicurarsi che tutto proceda nel modo più giusto, il ruolo di Kim Yo Jong non è solo di facciata. Esperta della propaganda di regime, avrebbe lavorato dietro le quinte perché Kim consolidasse la sua leadership. Durante le 66 ore di treno che Kim Jong un ha trascorso nel febbraio 2019 per poter partecipare al secondo summit con il Capo delle Casa Bianca, Kim Yo Jong era scesa dai vagoni super blindati porgendo al fratello un posacenere in cristallo. Lo aveva fatto con dedizione e solerzia, perché Kim fumasse la sua sigaretta, distendesse i nervi, per poi proseguire il viaggio. A Singapore, un anno prima, un suo gesto aveva attratto la curiosità dei media internazionali. Kim Yo Jong era alla destra di Kim Jong un quando il leader nordcoreano e Donald Trump firmavano la vaga dichiarazione di intenti sulla denuclearizzazione del paese. La ragazza era intervenuta per sostituire la penna fornita al fratello con una personale penna a sfera, si crede, per ragioni di sicurezza. Di lei si sa poco o nulla. Nell'aprile del 2018 era al vertice inter-coreano nella zona demilitarizzata, nelle foto sorrideva soddisfatta, anche perché era l'unica donna al tavolo dei negoziati. Apparsa in pubblico per la prima volta nel dicembre 2011, al funerale del padre, ha frequentato lo stesso collegio in Svizzera dove ha studiato il fratello più grande, sotto falsa identità. In seguito, è tornata in Corea del Nord, dove ha frequentato l'università. Potrebbe avere tra i 29 e i 31 anni, non tutti sono d'accordo sull'età.


 
Kim Yo Jong ha parlato a proprio nome durante questa settimana in cui Kim Jong un non si è mostrato in pubblico. Secondo fonti dell'intelligence USA citate da Cnn, il dittatore potrebbe essere in gravi condizioni di salute per aver subito un intervento chirurgico. Non ci sono ancora conferme certe a riprova di questa ipotesi, necessarie visto il mistero che avvolge il Paese. Ma l'assenza di Kim Jong un, ingombrante quanto la presenza, fa emergere quello che forse è il tema più caldo della politica in Corea del Nord, il punto debole di Pyongyang: chi sarà a chiamato sostituire Kim? Il dittatore ha una salute pessima, si capiva dal modo di camminare, di respirare e ansimare, difficoltà che tutto il mondo ha visto e ha sentito durante i summit internazionali. Kim è ancora molto giovane e ha dei figli, ma sono ancora troppo piccoli. La cara sorellina potrebbe sostituirlo, certo, ma non per sempre. Kim Yo Jong è una donna, è dunque difficile che possa guidare il Paese oltre l'ipotetico periodo di transizione post Kim Jong un. Dopo, il potere potrebbe passare a un altro uomo della famiglia, e la principessa potrebbe essere fagocitata dalle lotte di potere interne al regime, che sarebbero molto probabili, e dalle trame di chi è nell'ombra. 

Ultimo aggiornamento: 15:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA