Orrore Corea del Nord: migliaia di schiave del sesso vendute ai cinesi

di Luca Marfé

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Trafficanti di donne.

Migliaia di giovani nordcoreane, spesso giovanissime e minorenni, vendute come schiave sessuali ai cinesi.

Spose per uomini d’affari, prostitute e cyber prostitute costrette a lasciare un inferno per abbracciarne un altro.

Questo è quanto accade dietro alla facciata posticcia della propaganda di Pyongyang.

A denunciare il dramma è la Korea Future Initiative, un’organizzazione no-profit con sede a Londra che in un rapporto choc parla di ragazzine, addirittura di 12 anni, violentate e ridotte in fin di vita dagli abusi, dalla privazione del cibo e dell’acqua, dall’azzeramento di qualsiasi forma di dignità.

Per un Paese che muore di fame, dunque, ce n’è un altro che prospera e che se ne approfitta a mani basse.

Follia di domanda e offerta, per un business disumano costruito letteralmente sulla pelle di povere vittime innocenti.

Il ministro degli Esteri cinese non conferma né commenta. Non esistono statistiche ufficiali al riguardo, ma KFI indica come probabile un numero che potrebbe oscillare attorno alle 200mila unità.

Un dato sconvolgente.

Rimarcato, peraltro, da una stima ancor più allarmante: il 60% delle donne accolte come rifugiate in Cina vengono poi imprigionate nel circuito del sesso a pagamento.

Altro che la nuova via della Seta: il vecchio vicolo cieco dei diritti umani.

Martedì 21 Maggio 2019, 12:47 - Ultimo aggiornamento: 21-05-2019 17:45
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