Coronavirus a New York, cortocircuito Usa destra-sinistra: Trump contro Cuomo

Domenica 29 Marzo 2020 di Luca Marfé

Trump contro Cuomo, destra contro sinistra, Washington contro New York.

Il coronavirus dilaga, bisogna fermare tutto.
Anzi no, la città che non dorme mai non vuole fermarsi affatto.

I numeri di New York, New Jersey e Connecticut cominciano a spaventare persino il presidente della «banale influenza», del «passerà da sé», dell’«abbiamo tutto sotto controllo».

Superata la soglia dei 2mila morti, più di 120mila casi nel Paese, di cui quasi la metà solo in orbita Grande Mela.
Statistiche esplose nelle ultime ore che piazzano gli Stati Uniti al vertice di questa triste classifica del dramma. Coi due protagonisti che sembrano usciti più dalla scenografia di un film che non dalla scena della politica americana.

Trump non lo ha ancora detto apertamente, ogni tanto fa marcia indietro, ma sogna di chiudere il perimetro attorno all’hotspot dei tre Stati per almeno due settimane.

Cuomo invece, dal canto suo, ha già risposto fuori dai denti: no.

«Quarantena? Non so nemmeno cosa significhi», ha tuonato durante una delle sue conferenze stampa del mattino che a queste latitudini sono già Storia. «Da un punto di vista medico, non capisco a cosa diavolo servirebbe, ma una cosa posso dirvi con certezza: non mi piace neanche il suono di questa parola», ha tagliato corto il governatore democratico.

Il timore del tycoon è quello di tutti. E cioè che dall’epicentro della pandemia le persone possano spostarsi altrove, specie in quella Florida dove tanti ricchi vantano le case delle vacanze.
Ma Cuomo non ci sta, pone dubbi enormi di legalità e della metropoli delle metropoli rivendica lo spirito.

«Non so nemmeno se una cosa del genere sia legale oppure no», ha affermato riguardo all’idea di una stretta su viaggi e voli, mescolando poi leadership ed empatia in un discorso epocale. «Ce la faremo perché siamo New York, perché abbiamo affrontato un mucchio di cose, perché siamo smart. Bisogna essere smart - intelligenti - per farcela qui. Perché questo posto ti rende tough», duro. «Ma duro nel senso buono».

The Donald intanto impugna il Defense Production Act del 1950 e si prepara a costringere i colossi a stelle e strisce a produrre ciò che dice lui. General Motors, ad esempio, dovrà farsi carico dei ventilatori necessari a salvare vite.
 


Due figure e due visioni diversissime, una sorta di cortocircuito in cui quasi paradossalmente Trump appare saggio e prudente, mentre Cuomo eroe e sfacciato.

Per entrambi e per tutti, però, un unico grande obiettivo: svegliare l’America da questo dannato incubo virus.

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