CORONAVIRUS

Coronavirus, diretta. Gb, 621 morti nelle ultime 24 ore
Vittime in calo ma record nei contagi

Domenica 5 Aprile 2020
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I casi di coronavirus nel mondo hanno superato quota 1,2 milioni, mentre il numero dei morti ha superato la soglia dei 65.000: lo rende noto la Johns Hopkins University. Nel suo ultimo bollettino l'università americana specifica che i contagi sono ora 1.203.099, i decessi 64.774 ed il numero dei guariti 246.893.

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Record di morti negli Stati Uniti: oltre 2.500 in sole 48 ore. Le vittime ora, secondo i dati elaborati dalla John Hopkins University, sono 8.503. I casi accertati di persone positive ammontano a 312.245, quasi il triplo di Italia e Spagna e il quadruplo della Cina.

Sale di 621 il numero dei morti per coronavirus nel Regno Unito nelle ultime 24 ore censite (fino a 4.934 totali), con un incremento in lieve calo rispetto ai 708 indicati ieri e ai 684 di sabato, secondo gli ultimi dati aggiornati del ministero della Sanità britannico diffusi oggi. I contagi registrano tuttavia un picco record, balzando dai 41.903 di ieri a 47.806, ossia 5.903 in più. I test eseguiti nel Paese superano infine i 195.500, con un ritmo quotidiano innalzato a oltre 12.500.

In Usa 430mila persone giunte da Cina con voli diretti in ultimi 2 mesi. A New York arriva l'esercito. Da quando l'emergenza coronavirus è esplosa almeno 430.000 persone sono giunte negli Usa su voli diretti dalla Cina, 40.000 negli ultimi 2 mesi, dopo che Trump ha varato la stretta sui viaggi. Lo riporta il New York Times, secondo cui i passeggeri sono di nazionalità diverse e sbarcati a Los Angeles, San Francisco, New York, Newark Chicago, Seattle e Detroit. In migliaia sono arrivati da Wuhan e molti voli sono continuati fino alla scorsa settimana da Pechino a Los Angeles, San Francisco e New York, con passeggeri esenti dal divieto di ingresso negli Usa.  «Ci saranno molti morti nelle prossime settimane e ci aspetteranno decisioni difficili», ammette Trump. E invia mille militari a New York per aiutare la città in emergenza. 

Trump: guarderò messa di Pasqua su laptop. «Potrei guardare la messa della domenica di Pasqua sul mio laptop»: lo ha detto il presidente americano Donald Trump, dopo che il vicepresidente Mike Pence ha invitato a «pregare per la salute del personale sanitario» durante il briefing della task force anticoronavirus della Casa Bianca. «Com'è triste che la domenica delle Palme e la domenica di Pasqua la gente deve guardare la messa sui propri laptop, sui computer di casa», ha detto Trump. Il tycoon ha quindi ammesso di aver pensato nei giorni scorsi di allentare a livello nazionale le norme anticoronavirus, a partire da quelle legate al restare a casa, per permettere alla gente di recarsi alle funzioni religiose in un periodo così importante per i credenti. «Ma poi - ha aggiunto - qualcuno ha detto: 'davvero vogliamo correre il rischio di rovinate tutto dopo che abbiamo fatto così benè».

Sale a 300 mila il numero dei casi confermati di Coronavirus negli Stati Uniti. Il bilancio delle vittime è salito ad oltre 8 mila. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha avvertito durante un briefing alla Casa Bianche che «ci aspettano le settimane più difficili per il paese». Nel corso del briefing, Trump ha sottolineato che «sfortunatamente ci saranno anche altri decessi» legati al Covid-19 ma che prima o poi «dobbiamo riaprire il nostro paese» e tornare presto al lavoro. 

È atteso per questa sera alle 20:00 (le 21:00 in Italia) lo storico discorso alla nazione della regina d'Inghilterra, che secondo le anticipazioni dei media britannici esorterà i suoi sudditi alla «autodisciplina» e alla «determinazione» per superare con uno spirito di «fratellanza» l'emergenza della pandemia di coronavirus. Il Paese vive «un momento sempre più impegnativo», afferma la regina Elisabetta, secondo un'anticipazione della Bbc: «Un momento di sconvolgimento nella vita del nostro Paese: uno sconvolgimento che ha causato dolore ad alcuni, difficoltà finanziarie a molti ed enormi cambiamenti alla vita quotidiana di tutti noi». «Spero che negli anni a venire tutti possano essere orgogliosi di come hanno risposto a questa sfida», prosegue Elisabetta II: «E quelli che verranno dopo di noi diranno che i britannici di questa generazione erano forti» come quelli di qualsiasi altra generazione. La monarca si augura poi che gli attributi di «autodisciplina, determinazione e fratellanza caratterizzino ancora questo Paese». 

Prosegue per il terzo giorno consecutivo il calo dei decessi provocati dal coronavirus in Spagna, con 674 morti nelle ultime 24 ore, 135 meno di eri e il livello più basso degli ultimi nove giorni. È quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Sanità di Madrid pubblicato dal quotidiano El Pais. Nel complesso i morti sono 12.418 su un totale di 130.759 casi, 6.023 contagi in più nelle ultime 24 ore.

Superati i 1.000 casi di coronavirus in Nuova Zelanda. Ad annunciarlo è il ministero della Sanità. Nel paese ci sono 1.039 casi, un dato in crescita di 89 unità rispetto al giorno precedente. Per ora si è registrato una sola vittima. Il direttore generale della Sanità della Nuova Zelanda, Ashley Bloomfield, ha dichiarato che in una conferenza stampa 156 pazienti sono guariti. Il più grande focolaio in Nuova Zelanda è stato registrato in una scuola di Auckland dove si sono registrati 66 casi positivi. 

 Stabiliscono un nuovo massimo i casi di contagi di coronavirus a Tokyo, confermando una tendenza al rialzo che non sembra conoscere interruzioni. Nella stima preliminare di domenica, le infezioni registrate domenica nella capitale giapponese si assestano a 130, un numero che supera il record di ieri di 118, dopo aver oltrepassato per la prima volta le 100 unità giornaliere. Con i casi odierni il totale delle persone risultate positive nella capitale supera quota 1.000. Con gli aumenti costanti di casi, continuano le pressioni da più parti all'amministrazione del premier Shinzo Abe per decretare lo stato di emergenza. Per il secondo fine settimana di fila a Tokyo le strade erano semi-deserte, malgrado non fosse stato imposto alcun lockdown esecutivo dalle autorità, con i cittadini che hanno raccolto volontariamente l'invito della governatrice Yuriko Koike a restare a casa e a non uscire se non per i servizi essenziali. 

In Svizzera non è stato ancora raggiunto il picco delle infezioni e per questo bisogna continuare a rispettare le direttive per proteggersi. Lo ha dichiarato Daniel Koch, delegato dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) per il Covid-19, esortando una volta di più le persone a limitare gli spostamenti. Commentando, nel corso di una conferenza stampa, le cifre odierne sulle infezioni - 20.278 (+975 rispetto a venerdì) casi confermati e 540 decessi (+56) - Koch ha parlato di un aumento costante, benché non eccessivo, invitando una volta di più la popolazione a un rinnovato senso di responsabilità, soprattutto per proteggere gli anziani (93% dei decessi, per una media di età di 83 anni, il 97% con patologie pregresse).

Pur non potendo snocciolare cifre precise, Koch ha poi aggiunto che il 2,6% del personale sanitario è stato colpito dal coronavirus, «una piccola percentuale» secondo lo specialista che dimostra che le misure di protezione funzionano. Per quanto attiene ai potenziali casi di positività al virus, dalla settimana prossima sarà possibile incominciare a fare le primi analisi sui dati raccolti dal sistema «sentinella», ha spiegato Koch, rifiutandosi però di fornire adesso una stima al riguardo.

La Libia registra altri 7 nuovi casi di coronavirus che portano il totale dei contagi confermati a 18. Lo rende noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina Facebook. Finora nel Paese nordafricano il virus ha provocato un morto.

 Il numero di casi testati positivi per Covid-19 ha raggiunto 337 in Afghanistan. Ad annunciarlo è il portavoce del ministero della sanità pubblica Wahidullah Mayar. Secondo Mayar, 38 nuovi casi positivi, tra cui 10 a Kabul affetti da Covid-19, sono stati confermati nel paese nelle ultime 24 ore, portando il numero a 337. Sette pazienti sono morti a causa del virus dallo scoppio dell'epidemia nel paese a metà febbraio, e altri 12 sono guariti, ha aggiunto. 

 Il Brasile ha registrato 1.222 nuovi casi di coronavirus in un solo giorno, portando il numero dei contagiati oltre 10.000, mentre ha confermato altri 73 decessi, facendo salire il bilancio delle vittime a 432. A renderlo noto il ministero della salute, secondo il quale il numero di casi positivi di Covid-19 ha raggiunto 10.278. Il Brasile si consolida così come il paese latinoamericano attualmente più colpito dalla pandemia. Finora, solo due stati non hanno confermato i casi di coronavirus, Acre e Tocantins, mentre San Paolo continua a essere lo stato con il maggior numero di infezioni, con 4.466 casi confermati e 260 decessi, seguito da Rio de Jainero. La gestione dell'emergenza del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, in questa situazione è stata molto criticata. Questo venerdì, l'Associazione brasiliana giuristi per la democrazia (Abjd) ha denunciato il presidente dinanzi al Tribunale penale internazionale dell'Aia per i crimini contro l'umanità a causa dalla sua «irresponsabile» risposta alla pandemia di coronavirus.

Ultimo aggiornamento: 17:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA